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Sunday, 28 June 2015

GARIBALDI





Sospetto che i tempi in cui la cucina Britannica veniva percepita come costituita da fish and chips e poco
piu' siano passati.
Sospetto anche (e ringrazio) che vari personaggi come Jamie Oliver,Fergus Henderson,la Nigella nazionale,Mary Berry e Paul Hollywood,solo per citarne alcuni,abbiano giocato un ruolo fondamentale nel cambiare la percezione del cibo "Made in England".
Oggi pero'a casa Pilaff si serve una specialita' messa da parte dai piu'...
I Garibaldi sono gli eroi dimenticati del te' pomeridiano;un tempo popolarissimi, questi classici biscottini "da inzuppo " si avviano ormai ad essere obsoleti.
Ed il nome non e' casuale,sono proprio dedicati al nostro Giuseppino,che visito' South Shields nel 1854.Rimase in Inghilterra per circa un mese,ospite di Joseph Cowen Jr,un personaggio eccentrico del mondo politico inglese.
Gli fu riservata un'accoglienza senza pari e la popolazione tutta gli fece regalo di una spada,con tanto di iscrizione in suo onore ed impugnatura in oro massiccio.
Suddetta spada riappari diversi decenni dopo nelle mani di suo nipote Giuseppe Garibaldi II,durante la guerra britannica contro I Boeri.
Ma il "souvenir" che piu' ci interessa e' chiaramente il biscotto...



I Garibaldi presentano certe similarita' con le piu' note Eccles cakes e le Chorley cakes,due specialita' del Lancashire.
Furono inventati quasi certamente nel 1861 da Jonathan Carr,figura chiave nell'industria alimentare Britannica e gia' inventore
dei Carr's biscuits e di un altro biscotto,ormai anch'esso obsoleto, chiamato Pearl.
L'ingrediente caratteristico di questi biscotti,cosi come nel caso delle Eccles cakes e delle Chorley cakes,e' l'uvetta di Corinto
(nota importante,dato che qui il traduttore di Google tende un inganno: i currants non sono assolutamente I ribes,bensí l'uvetta di Corinto).
I Garibaldi sono associati ad una simpatica "leggenda urbana" secondo cui sarebbero gli unici biscotti approvati dalla Nasa per le missioni spaziali.Cio' e' falso,ma e' vero che la Nasa si dichiaro' disposta a spedire un altro biscotto inglese,il
Tunnock's Caramel Wafer.


Tunnock's caramel wafers,biscotti per lo spazio!

Tornando ai Garibaldi(noti anche con altri nomi,i bambini amavano chiamarli "cimiteri delle mosche"),la tecnica usata per la loro preparazione e' piuttosto inusuale.
Ma bando alle ciance ed ecco la ricetta:

INGREDIENTI
95 gr di burro freddo a cubetti
95 gr di zucchero + extra per il top
385 gr di farina autolievitante
un pizzico di sale
95 gr di latte intero
150 gr circa di uvetta di Corinto
1 albume
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1: mettere burro,farina,zucchero e sale nella ciotola del robot ed azionare le lame
a brevi scatti intermittenti fino ad ottenere un composto sabbioso.
Questa e' un'operazione che va fatta velocissimamente (meno di un minuto),per evitare
di "bruciare" il burro.L'operazione si puo' tranquillamente fare a mano,con un po'
piu' di pazienza,usando I polpastrelli e sfregando il burro con gli altri ingredienti

2: aggiungere il latte e 80 gr di uvetta di Corinto al sable' ed azionare il robot fino ad ottenere
una palla compatta.

3: dividere la pasta ottenuta in due porzioni uguali e lasciar riposare in frigorifero per una mezz'ora

4: stendere le due porzioni di pasta in due rettangoli di almeno 26cm per 36cm.

5: spargere la rimanente uvetta su uno dei rettangoli ,ricoprire con il secondo rettangolo di pasta
e stendere ancora una volta col mattarello.Spennellare con l'albume e cospargere generosamente con zucchero.Segnare l'impasto con
un coltello affilato,creando tanti rettangolini di uguali dimensioni ed infornare a 165 gradi circa,
fino all'indoratura dei biscotti.
Voila'



NOTE. Ho provato a separare I biscotti prima della cottura,pensando di ottenere un risultato per me piu' soddisfacente.
In realta' il metodo classico,cioe' semplicemente "segnare" I biscotti prima di infornarli,da risultati piu' che adeguati.
Tradizionalmente I Garibaldi andrebbero punzecchiati con una forchetta prima di essere infornati,per evitare che la pasta si
"alzi" eccessivamente.Ho eliminato tale passaggio e non me ne pento.
Per finire,una cara amica mi dice che un tempo esistevano anche I Garibaldi al cioccolato.
Non li ho mai visti,ma,non ho certo bisogno di dirlo,saro' costretta a farli...
BUON APPETITO!




14 comments:

Manuela e Silvia said...

ehi che particolari questi biscotti! Curiosi e perfetti per la merenda.
Bravissima

Paola Sabino said...

I Garibaldi li ho conosciuti grazie a un libro di Delia Smith e mi hanno incuriosita da subito. Non ne conoscevo la storia e mi chiedevo il motivo del nome. Grazie mille :) Se trovo l'uvetta Corinto li provo, altrimenti dovrò farlo con l'uvetta che trovo di solito :)

delizia divina said...

che bella ricetta!!!

Silvia Brisigotti said...

Mi perdo sempre con gioia a leggere i tuoi post pieni di aneddoti per me nuovissimi!! Grazie per la ricetta, io sono amante dei dolci anglosassoni, l' estate scorsa in Scozia me ne sono fatta una bella scorpacciata, quest' anno vado in Irlanda e sono curiosissima di scoprire cosa troverò!! Un abbraccio!!

speedy70 said...

Grazie cara, una golosissima ricetta che non conoscevo..... da rifare!!!!

Edith Pilaff said...

@ Manuela e Silvia:grazie,in effetti per la merenda sono ideali.. :)

@Paola Sabino: grazie a te per avermi ricordato che la Delia nazionale li aveva inclusi in uno dei suoi libri.Ho controllato la ricetta,e' molto simile!

@ delizia divina:grazie,gentilissima.Non conoscevo il tuo blog,piacere!

@ Silvia Brisigotti : ciao,anima gentile!Vedrai che in Irlanda troverai cose gustosissime,Li c'e' una scuola di cucina importantissima (Ballymaloe) conosciuta in tutto il Regno Unito.Conosco tanti chefs a Londra che sono passati per di li'...

@ speedy 70:ciaooo,da rifare eccome..Anche se ho gia' deciso che I prossimi saranno al cioccolato....

acquaviva said...

e ti pareva che Garibaldi non avesse dormito pure lì!
Adoro i tuoi post a prescindere, ma quando parli della storia della cucina inglese poi...

i Pasticci di Terry said...

Io non li conoscevo i Garibaldi ma ho apprezzato tutto ciò che hai raccontato. Devo dire che io adoro l'uvetta e questi biscotti mi sembrano davvero interessanti, anche per il modo semplice di prepararli.

Edith Pilaff said...

@ acquaviva:il Garibaldi era un uomo di mondo! Mi chiedo ancora dove sia finita la spade....So che ne hanno una a Torino,ma il Signore ne aveva un po',magari e' quella che gli diedero a Montevideo! Baci

@ I Pasticci di Terry: ciao,finalmente un'altra amante dichiarata dell'uvetta!
Sono convinta che una delle ragioni per I cui I Garibaldi stiano facendo una brutta fine e' il fatto che cosi tanti bambini qui hanno una vera e propria avversione per l'uvetta.Buon weekend!

La cucina di Esme said...

mi piace la storia si questi biscotti, appena le temperature tornano umane voglio provare ad infornarli!
baci
Alice

la belle auberge said...

Mi sono sempre chiesta l'origine del nome di questi biscotti, che vedo ancora in giro da qualche parte quando vengo a Londra. Sapevo di poter contare sulla tua cultura enciclopedica ;-) ed ecco appagata la mia curiosita'. Ho cominciato ad apprezzare l'uva passa in eta' matura e mi piacciono le diverse varieta'. Copio e mi tengo cara la ricetta. Grazie.

Chiara Giglio said...

non li conoscevo ma adesso, grazie a te, ho voglia di farli ! Buona settimana

Patrizia Malomo said...

Ciao Cara Edith, come stai?
TI abbraccio forte e ti penso,
Pat

speedy70 said...

Ciao tutto bene??? E da un po' che non ti leggo..... Un abbraccio e un caro ricordo!