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Thursday, 23 September 2010

LA TORTA CANTERINA

 


Trovare l'ispirazione per un dolce inglese in un post su uno stufatino giapponese e' forse un po' strano,ma leggere un passaggio di quel post mi ha fatto pensare
istantaneamente a questa' specialita'.Vi rimando subito al post in questione,perche' e' una meraviglia ed e' zeppo di spunti e considerazioni interessanti.
Ebbene si,il cibo borbotta,scrocchia,scoppietta e canta.
E a volte le pietanze prendono il nome proprio da questo fatto:bubble and squeak,mumbled eggs e singing hinnie ne sono alcuni esempi.
Il singing hinnie e' una specialita' del Northumberland
e viene cucinato in uno speciale aggeggio che ormai, nella sua forma originale,
non si trova quasi piu'.Il dolce prende il nome dal caratteristico rumore della pasta
appoggiata sulla piastra calda ed unta di strutto.Hinnie,essenzialmente una variazione di honey,e' un termine affettuoso usato per i bambini nell'Inghilterra del nord.
La leggenda dice che una mamma,assillata dai bambini che chiedevano impazienti se il dolce fosse pronto,rispose "it's singing,hinnies" e da allora in poi queste tortine vennero chiamate cosi'.


La scrittrice Jane Grigson ricorda che in periodi di poverta' il singing hinnie sostituiva la torta di compleanno e parla addirittura di chi non poteva permettersi neanche questo dolce.
Premetto che non si tratta di una vera torta,ma di un dolce della famiglia degli scones e quindi con una texture ben diversa da quella delle torte.
Ho seguito,piu' o meno,la ricetta di un libriccino del 1971 della scuola di cucina di Rosemary Humes e Muriel Downes,apportando alcune modifiche suggerite dal gia' menzionato Constance Spry Cookery Book

 


Il sable' che vedete nella foto si puo' fare tranquillamente uno o due giorni prima,si mantiene magnificamente in frigo.In tal modo,la mattina si puo' avere
un dolce per colazione in soli dieci minuti.
Ecco la ricetta:
115 gr. di farina
60 gr di farina di riso
37 gr. di strutto,tagliato in piccoli cubetti
1/2 cucchiaino di cremor tartaro
1/4 di cucchiaino di bicarbonato di sodio
3 cucchiai di zucchero
70 gr di uvetta,rinvenuta in acqua bollente con un cucchiaio di zucchero
lardo,da spalmare sulla piastra
75 gr. circa di latte
burro,per farcire l'hinnie
----------------------------
1: mischiare i primi 6 ingredienti e preparare il sable'.Questo potra' essere
preparato con la punta delle dita,con il Kenwood (usando la Kappa),o con il robot
a lame. Nel caso si usasse il robot,"pulsare" il tutto e controllare ogni 40
secondi,di modo che il miscuglio non diventi una pasta.


2: aggiungere il latte e l'uvetta ed amalgamare fino ad ottenere una pasta omogenea,
lavorandola il meno possibile.

3: stendere la pasta in un cerchio di circa 18-20 cm di diametro ed adagiare su una
piastra (od una padella dal fondo spesso) preriscaldata ed unta con lo strutto.
Cuocere per 4-5 minuti da entrambe le parti.Lasciar riposare due minutini,tagliare in due e farcire con burro (io direi anche con marmellata).
Le quantita' date sono abbastanza per un singing hinnie per 4 persone.

 
Posted by Picasa


Note. Tante ricette per questo dolce non contengono zucchero,secondo me l'uvetta
da sola non dolcifica abbastanza.La farina di riso non e' assolutamente
necessaria,si possono usare tranquillamente 175 gr di farina.L'uvetta per i
singing hinnies e'sempre usata cosi com'e',io la faccio rinvenire perche' il
processo la rende un po' piu' succulenta.Lo strutto deve avere la stessa consistenza del burro,quello piu' morbido non e' adatto a questa preparazione.Ed infine,Jane Grigson suggerisce
di ungere la piastra con grasso di montone o di agnello.Io non lo avevo proprio....
BUON APPETITO!

25 comments:

Cristina said...

Ciao Tesoro, grazie per la visita.
adoro i dolci inglesi e davvero bella la storia.
un abbraccio

Federica said...

Mi stavo chiedendo infatti il perchè del nome! Simpatica la storiella e mi sa anche buono il dolcetto. Bello iniziare la mattina canticchiando no? Un bacio

Ely said...

mi piacciono le tue ricette perchè ci racconti sempre da dove vengono e qualche curiosità, questo tortino canterino và benissimo nella mia famiglia musicale! baci Ely

chamki said...

Il lardo quando ci vuole ci vuole e questi dolci vintage ne hanno proprio bisogno, come anche quelli tradizionali nostri antichi, ma io non ce l'ho qui e quindi questa e' una cosa che non posso fare, pero' mi attira e me la segno per un futuro forse vicino eh eh ciao! Baci.

Onde99 said...

Che bella la storia di questa friabile torta musicale!

terry said...

Avevo letto il commento sulla bubble and squeak da acquaviva! :)
cmq...come mi piacciono i tuoi post con la storia di questi dolci inglesi... alla facciaccia di chi dice che l'inghilterra non ha una cucina sua! :)
questo dolce che canta lo voglio provare! :)))
Hugs&kisses!

Edith Pilaff said...

@ Cristina:ciao,grazie a te,non sapevo ti piacessero i dolci inglesi.
Allora sarai invitata a molti the' virtuali!
A presto.

@ Federica:sono d'accordo una canzone
al giorno toglie il medico di torno!
Un bacione!

@ Ely:ciao,sono contante che ti piaccia.In effetti canticchia,solo che e' piu' Sex Pistols che Maria Callas....
Un abbraccio.

@ chamki: assolutamente si,quando ci vuole ,ci vuole: God gave us lard!Il tuo commento contiene forse una piccola anteprima?

@ Onde99: ciao,grazie della visita.
Cio' che le mamme devono dire ai bambini per quietarli....
A presto!

@ terry: ciao,sai,se qualcuno dice che la cucina inglese e' robaccia ancora ancora si puo' dire che e' una questione di gusti.
Ma dire che l'Inghilterra non ha una cucina sua e' assolutamente eresia.Esistono libroni sulla cucina britannica,e' tutto documentato.
Hugs and kisses!

madama bavareisa said...

che bella questa storia!
comunque è vero che il cibo parla, a modo suo, ma parla... e a me capita di parlare con lui quando lo preparo (certe volte lo minaccio pure un po'...:-D)Dici che vengono anche senza quella piastra? son curiosa...

Mammazan said...

Anche io amo molto leggere la storia relativa ai dolci specie se sono di altri nazioni...
E l'uso di certi grassi per ungere sono legati alla tradizioni e ...a quello che le cuoche del tempo avevano sottomano..
Ottimi i tuoi consigli sulle eventuali modifiche da apportare..
Aniway ( ho scritto giusto??) è da provare assolutamente!!!
baci

valentina cuvato said...

grazie per i complimenti! anche il tuo blog è molto interessante! ciao a presto

Aiuolik said...

Ma quante cose si imparano da queste parti? Bello leggerti e scoprire tante cose e tante ricettine!

Chiara said...

c'è chi parla alle piante e chi parla al cibo..datosi che possiedo il pollice nero che più nero non si può(non ho piante in casa per rispetto verso di loro...sob) parlo con il cibo mentre lo cucino...bellissimo post pieno di spunti e notizie interessanti, la ricetta ha una bella voce intonata, complimenti cara e buon we!

Anonymous said...

Assolutamente d'accordo con lei. In questo nulla in vi e credo che questa sia una buona idea. Pienamente d'accordo con lei.
E 'vero! Ritengo che questa sia un'ottima idea. Sono d'accordo con te.

marcella candido cianchetti said...

ottima, da provare buon w-end

Edith Pilaff said...

@ madama bavareisa:anch'io spesso finisco col parlare col cibo,spesso pero' le frasette non sono ripetibili...
Si, dovrebbe venire anche senza la piastra,essendo uno scone gigante.
Probabilmente basta stendere la pasta bella spessa,tagliare col coppapasta ed infornare a 180-190 gradi per 12-15 min.Un giorno provero'...
Bacioni.

@ Mammazan:e' verissimo quello che dici,non e' un caso che la zona d'origine del dolce fosse conosciuta per i suoi agnelli e montoni.
Un abbraccio e a presto!

@ valentina cuvato:ciao,e' un piacere averti a tavola!
Ripassero' presto dalle tue parti,
un salutone!

@Aiuolik:ciao,apparecchio?
Sono contenta che vi piacciano le ricettine.Questa poi e' velocissima....Un bacione!

@ Chiara: ciao,purtroppo il pollice nero ci accomuna!!!
E non sono sicura che le mie chiaccheratine col cibo siano tanto sane.....
Un bacio e a presto!

@ marcella candido cianchetti:sei gentilissima,ti mando un bacione e ti auguro the best week end.A presto!

arabafelice said...

Una stupenda torta canterina, un'altra delle tue ricette che salvo sperando prima o poi di riuscire a provarle tutte :-)

( parentesiculinaria ) said...

ma pensa... si impara sempre qualcosa passando di qua!

Edith Pilaff said...

@ arabafelice: hai colto nel segno:cosa faremo delle 84.967 ricette che abbiamo salvato?
Un bacione e buon fine settimana!

@ (parentesiculinaria):buondi',metto su la teiera....
Grazie della visita,un bacio.
P.S. Oggi ho comprato il fegato....

acquaviva said...

Grazzzzzzie, la ricetta che aspettavo!!! Lo sapevo: sei un mito assoluto...
Ti chiedo solo un particolare: non è che dicendo lardo forse parli di strutto? In Inglese si definiscono entrambi "lard" credo (di certo tu ne sai più di me!) ma il lardo qui in Italia è lo strato di grasso sottocute del maiale che viene stagionato come un salume ed ha una consistenza compatta (tipo il grasso del prosciutto), lo strutto invece è una crema più o meno pastosa ricavata più in generale dalla fusione dei grassi del maiale. Mi è venuto il dubbio perchè parli di "lardo morbido come burro"...

Nene said...

interessante cavoli questa storia dei nomi dei dolci inglesi :) Molto harrypotteresca!
Complimenti per il blog ricco di spunti!

Edith Pilaff said...

@ acquaviva:ciao,mi sa che hai proprio ragione,il mio pacchetto di lard e' in realta strutto e cio' che io ingenuamente chiamo "strutto" (suet) e' definito dal mio vocabolario come grasso di rognone
(di manzo).Se pensi che tantissimi dolci inglesi sono fatti con tale grasso non e' una sorpresa che ogni tanto io venga scambiata per Demis Roussos....
Grazie,vado subito a correggere il post!Bacioni.

@ Nene:hey,piacere conoscerti,l'aggettivo harripotteresco mi piace un sacco!
Ora passo da te...
A presto.

dario said...

carina la storia (mi piace leggere questi racconti legati ai dolci) e buonissima questa torta!!!!
bravissima!!!
ciaoooooo

Edith Pilaff said...

@ dario: ciao,in questi ultimi giorni stadiventando la mia colazione favorita..
Un bacione e a domenica!

Muscaria said...

Sei sempre una garanzia!
God save, you, and the Queen :P

xoxoxox

Edith Pilaff said...

@ Muscaria: ciao dearest,ho il sospetto che chi mi salvera' sara' il dole office and not God...
Spero che passerai per una porzione di tiramisu' all'olio di cocco....
Ed inoltre sto aspettando il primo capitolo della saga "Tales from Cockfosters"...
Baci!