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Monday, 24 January 2011

PAVLOVA






E' difficile non intristirsi leggendo le pagine degli affari esteri nei quotidiani:
l'inondazione in Queensland,la rivoluzione in Algeria,squallidi bonga bonga e cosi via....
Recentemente pero' una notizuola e' riuscita a strapparmi un sorriso: "Dolce successo:paternita' della pavlova assegnata alla Nuova Zelanda".
Figuriamoci,ad una notizia del genere le papille gustative sono andate in tilt,e,dopo un velocissimo salto al negozio sotto casa per l'acquisto di qualche frutto della passione,i meccanismi perversi della golosita' si sono messi ancora una volta in moto.
La pavlova e' il dolce nazionale della Nuova Zelanda e,in una maniera o nell'altra,dell'Australia.
Prende il nome dalla ballerina Anna Pavlova e si dice rappresenti il suo tutu'.
E' una specialita' che,per giuste ragioni,e' ormai ben nota in Europa e nell'America del nord.Si tratta essenzialmente di una cremosissima meringa ricoperta di frutta e panna.Ritornando alla diatriba tra Nuova Zelanda ed Australia riguardo alle origini della pavlova,L'Oxford English Dictionary si e' fermamente schierato a favore della Nuova Zelanda.
Gli aussies hanno sempre insistito che il dolce venne creato nell'Esplanade restaurant a Perth nel 1935,mentre l'Oxford English Dictionary spiega che la prima ricetta per la pavlova apparve nel 1927 in un libriccino intitolato Davis Dainty Dishes.Il problema e' che la ricetta contenuta in Davis Dainty Dishes non ha niente a che vedere con la pavlova di oggigiorno,dato che si tratta essenzialmente di una gelatina.
A mettere tutti a tacere e' stata l'antropologa Helen Leach rivelando che una ricetta per la pavlova,cosi come la si intende oggi,fu pubblicata nel giornale New Zealand Dairy Exporter Annual.
Queste possono sembrare cose piuttosto triviali,ma vale la pena menzionare il fatto che la questione fu menzionata qualche anno fa in un discorso ufficiale dal primo ministro neozelandese..
Per chi voglia annoiarsi ulteriormente con la questione pavlova,Leach ha pubblicato un libro,"The Pavlova story:a slice of New Zealand culinary history",dove ha raccolto piu' di 600 ricette per questa specialita'.Per quanto riguarda le connessioni un po' piu' "romantiche" della pavlova,al Victoria and Albert Museum a Londra esiste un bellissimo ritratto di Anna Pavlova,nella sua mise "dying swan",un ruolo che fu creato apposta per lei.Pavlova spese l'ultima parte della sua vita a Londra nella North End road a Golders Green,una delle zone piu' verdi e suggestive del nord di Londra.La dove abitava la pavlova oggigiorno sorge il Jewish Cultural Center,ma una piccola placca blu ci ricorda della della straordinaria ballerina.
La ricetta e' facilissima e di grande effetto,soprattutto se si raddoppiano le dosi qui date.
Ingredienti:
170 gr. di albumi
310 gr. di zucchero
1 pizzico di sale
1 cucchiaino d'aceto
1 cucchiaino di amido di mais
180 gr di di panna
4 frutti della passione
---------------------------
1: mischiare zucchero,sale ed amido di mais

2: iniziare a montare gli albumi a velocita' media col Kenwood/KitchenAid.Aumentare
la velocita' ed aggiungere gradualmente la mistura di zucchero etc.Aggiungere
l'aceto prima delle 3-4 cucchiaiate finali di zucchero.

3: foderare una teglia da forno con carta anti-aderente e,una volta che la meringa e'
diventata corposa e lucida,spalmare sulla teglia,ottenendo un cerchio di 20-22 cm
di diametro.

4:infornare a 100-110 gradi per un oretta o poco piu'.Una volta raffreddata la
meringa,montare la panna ,lasciandola molto morbida, e spalmarne una parte sulla
pavlova.Continuare a montare la rimanente panna e fare delle rosette ai bordi del
dolce con la sac a poche.Versare la polpa (semini inclusi) dei frutti della
passione sulla panna e servire.

NOTE. Oggigiorno sono molto comuni le pavlova con frutti di bosco,mango etc.
Personalmente le trovo troppo dolci.La pavlova ,per sua natura,ha bisogno di
una nota decisamente acidula;frutto della passione,uva spina e rabarbaro danno
i risultati migliori.I frutti della passione migliori sono i piu' raggrinziti,
non fidatevi dell'apparenza!

BUON APPETITO!

34 comments:

arabafelice said...

Io non mi annoio di certo con queste storie.
Ti diro' di piu': ho da pochi mesi una collega neozelandese, che una volta che nominai questo dolce mi chiese se sapessi da dove provenisse.
Alla mia risposta "Australia" scosse la testa e mi informo' dettagliatamente della diatriba in corso :-)
Ottima, lo so bene, anzi oso dire irresistibile!

Federica said...

Non l'ho mai assaggiata ma immaginando che pura delizia sia non mi stupisce che se ne siano contesi la paternità ^__^ E adesso il cucchiaino ce lo tufferei volentieri :D! Un bacione, buona settimana

Ely said...

cavolo ci racconti sempre notizie interessanti e se poi dici che è facile da fare io ci credo sai??? l'aspetto è meraviglioso, è perfetta! ciaooo Ely

Luciana said...

Buonissima, è un dolce perfetto e di grande impatto visivo!!!! un abbraccio :)

Rosetta said...

La storia è molto interessante e non mi stancherei mai di ascoltarne.
La Pavlova (ballerina) era un mito e la torta creata in suo onore non è da meno.
Mandi

Cristina said...

Che dire sono senza parole adoro la meringa e quei semini della passione lì anche secondo me ci stanno da DIO!
un bacione

Federica De Prezzo said...

ottima la pavlona..io non conoscevo però la paternità e le diatribe in corso!
Buon inizio setimana!

Dada said...

Io mi iscrivo a questo blog, molto bello! complimenti!
Se ti va sei la benvenuta nel mio!

merendasinoira said...

Che bel racconto, davvero piacevole da leggere!! e la Pavlova poi.... è uno dei miei dolci preferiti!
Abiamo fatto decollare un'altra iniziativa "gastro-sociale";-)
Se hai voglia, passa da me!

Barbara said...

Non avevo la benchè minima idea delle origini della Pavlova (splendida la tua!!), ma sono contenta dell'assegnazione... di paternità! Avevo idea fosse un dolce difficile da realizzare, quasi quasi ci provo, grazie per le dritte e le didattiche spiegazioni!

Edith Pilaff said...

@ arabafelice:anch'io ho avuto colleghi neozelandesi ed australiani.Assistere ai loro "battibecchi" era sempre uno spasso! Un bacio.

@Federica:beh,se non l'hai mai assaggiata,ti consiglio il cucchiaio.... A presto!

@ Ely:e' assolutamente facilissima.La storiella pavlova sul giornale mi aveva tirato su il morale.Bacioni!

@ Luciana:grazie,un abbraccio a te!

@ Rosetta:la Pavlova era un mito davvero,si dice non usasse mai un tutu' per piu' di due volte!
Un salutone.

@ Cristina:ciaoooo,allora abbiamo una passione in comune..
Un abbraccio e a presto!

@ Federica De Prezzo:si,e' molto buona.Io poi tento di illudermi,dato che in linea teorica,ha poco grasso...
Un bacione.

@ Dada: benvenuta a casa Pilaff,piacere di conoscerti!

@ merendasinoira:ciaooo,dopo passo da te a vedere.... :)

@ Barbara:ciao,farla e' una quisquilia,la faresti ad occhi chiusi.Un abbraccio e a presto!

Federica said...

chissà che buono!!! complimenti!un abbraccio!!!!!

acquaviva said...

non penserai certo di essere l'unica pazza che invece di annoiarsi con queste cose ci si perde dentro e fino a che non si è letta tutto in materia!
Concordo con frutto della passione raggrinzito o uvaspina. Oltre che con l'impostazione generale di tutto quello che dici e che fai, naturalmente...

Aiuolik said...

A parte lo sbav sbav vedendo questa bontà...Aggiungo Y e W se mi aiuti a trovare J, K e X :-)))

Aiuolik said...

La K di Knodel ti piace?

Muscaria said...

Quoto Acquaviva in tutto e per tutto, ha già detto tutto lei :-)

Oh, e grazie per il link della Leach!

Sono anni che non mangio una pavlova, forse dovrei decidermi a provare a farne una con la panna di soia (eeeeeeeeeeeew) o forse meglio con una panna vegetale, almeno monta :-D

Edith Pilaff said...

@ Federica:ciaooo e grazie.Oggi mi sono svegliata affamata e non ho niente pronto.Passo da te!

@ aquaviva:sai bene che ricambio tutto cio' che dici.Per quanto mi riguarda,potresti fare un post sulla lista della spesa e non ho nessun dubbio che lo troverei intrigante ed interessante. :)

@ Aiuolik: la k per knodel e' perfetta! J per jicama? Bacioni!

@ Muscaria: e' vero,almeno la panna vegetale monta!Sai che hanno fatto una pavlova gigante chiamata
Pavzilla? I love it,i dream of a B-movie....Hugs

( parentesiculinaria ) said...

Come sempre da te imparo qualcosa...
Non avevo idea che arrivasse da così lontano la paternità di questa torta.
E sono molto d'accordo con te a riguardo degli abbinamente. Panna e meringa personalmente mi ingolosiscono parecchio, ma l'abbinamento all'acidulo lo trovo più equilibrato. Inoltre il frutto della passione ha anche una punta di amarognolo che non guasta...

Shade said...

grazie per essere passata da me, cosi' ti ho scoperta!
interessante la storia e la paternità della Pavlova. Non sono daccordo sulla facilità del dolce...sarà che le meringhe sono off limits per me!
Shade/Stefania

dario said...

ahhhh che buona la Pavlova!!!!
io la adoro, l'ho utilizzata una volta per un dolce di S. Valentino.
bravissima, a te è venuta benissimo!!!!
ciaoooo

Onde99 said...

Non so perché, ma queste diatribe sull'origine dei piatti hanno il potere di strapparmi il sorriso che mi muore quando leggo ogni altro tipo di notizia di cronaca...

speedy70 said...

Ti è venuta na meraviglia, adoro questa torta, complimentissimi!!!!!!!!

alessandra (raravis) said...

Annoiarci, noi? Pensa solo alla diatriba fra modena e bologna per la paternità del tortellino :-) e qui, in liguria, per un po' ci siamo infervorati per la città natale della farinata e noi genovesi abbiamo dovuto chinar la fronte davanti alla prova del DNA dei Savonesi :-)
insomma, queste cose le conosciamo e ci piacciono: così come mi piace la pavlova, dolce che preparo molto spesso, per la porca figura incorporata. Saperne di più non può che farmi felice
ciao e grazie
ale

Edith Pilaff said...

@ (parentesiculinaria):ciaooo,e' verissimo,con la frutta piu' dolce sarebbe overkill!Un bacio.

@ Shade:ciao,benvenuta a casa Pilaff.Ti giuro che e' facilissima.Monta i bianchi lentamente e vedrai...
Buona serata e a presto.

@ dario:wow,una pavlova per S. Valentino.Era a forma di cuore?

@ Onde99:purtroppo concordo!!
Un bacio.

@ speedy70:sei gentilissima!Ho una domandina per te :come fai a cucinare tutte quelle cose?!!
baci!

@ alessandra (raravis):dalle tue parti poi si tocca un tasto dolente.I francesi vorrebbero prendersi l'onore della sardenara,della farinata e della paniscia.Tiriamo fuori i mattarelli... A presto.

Muscaria said...

Let's make a movie about Pavzilla!!!
(a B movie, of course!)

I francesi cosa??? Hanno voglia di piangere, vero?

chamki said...

Facile? Bah, meglio che ne prenda subito una fetta qui da te, gia' sento come si scioglie in bocca. Bravissima, l'hai fatta perfetta, io non mi cimenterei mai, ma chissa' che mi arrivi l'ispirazione. Bacio.

Le pellegrine Artusi said...

Che belli i tuoi post, non finirò mai di dirtelo tutte le volte imparo cose nuove! Sei la mia enciclopedia del cibo.
Questo dolce è un tripudio di dolcezza al quale non posso resistere!
Il lievito pizzaiolo è praticamente lo stesso lievito che si usa per i dolci però non è vanigliato, in genere si usa per torte salate e per piadina. Credo che la backing powder sia la stessa cosa. Bacioni

Gunther said...

woow è tanto che non ne mangio una è sempre un gran piacere anche farla oltre che mangiarla..

kemikonti said...

Ciao!
Scusa tantissimo l’effetto “spam”, ma abbiamo pochissimo tempo per avvisare tutti! Dopo il successo della precedente contro l’omofobia, decolla una nuova iniziativa food-bloggers contro l’atteggiamento indegno del Governo nei confronti delle donne.
Trovi tutte le info qui e qui. Vieni a leggere, grazie! Un saluto Kemi

Mammazan said...

Mi è piaciuto molto l'incipit del post che veramente ha fugato tutti i dubbi circa le origini della Pavlova... Tu la fai facile...la tua è veramente una nuvola bianca ed invitante...
Proverò as eseguirla con le tue dettagliate indicazioni..
Grazie!!!

Edith Pilaff said...

@ Muscaria:I've got the storyline sorted:Anna,a young woman in distress,has fallen into a 25 ft Pavlova.Gigi,who's been seeing Valeria,a talentless soubrette,behind her back,realise that Anna is the love of his life and he goes to rescue her.They both perish,swallowed by the sweetness....
And life carried on happily for everybody else. :)

@ Chamki:secondo me la faresti ad occhi chiusi!! Baci.

@ Le pellegrine Artusi:grazie per le preziose info!Un bacione e a presto. :)

@ Gunther:concordo,farla e' quasi una terapia...Un bacione.

@ kemikonti:ciao e grazie della segnalazione. :)

@ Mammazan:ciaoooo,non so se cio' ha rilevanza,ma io trovo sempre piu' facile fare la meringa con lo zucchero superfino.Per il resto..easy peasy! Un bacione

marifra79 said...

Cosa vedono i miei occhi!!! Caspita che meraviglia!!!!! Che brava che sei stata quasi quasi ci provo pure io durante il fine settimana!
Un abbraccio e buon fine settimana

terry said...

Cara la mai storica! ...adoro leggere le storie delle ricette così come le proponi tu... hi saputo della paternità della pavlova... bene bene... bravi i neo zelandesi! :)
Io cmq la pavlova mai fatta ne provata! ... ma a veder la tua mi ci tufferei!!!

Cmq ... lo conosco Neil’s yard...un tempio del formaggio, ho visitato sia quello a Covent Garden sia quello al Borough market ...posto che adoro! ...son contenta che il caro Lepard piaccia ad entrambe! :)
bacioni!

Edith Pilaff said...

@ marifra79:cara,sei gentilissima.Un abbraccio e buon fine settimana!

@ terry:commensale!! Neil's Yard e' veramente un posto speciale,adoro perfino il look dei commessi,con gli stivaloni.
Spero che un giorno Lepard si apra' un suo forno...
Un bacione!