TESTI E FOTOGRAFIE SONO DI PROPRIETA' DELL'AUTRICE. IL LORO USO E' CONCESSO SOLO PREVIA AUTORIZZAZIONE.IL MIO BLOG NON RITIRA E NON ASSEGNA PREMI.GRAZIE :)

Saturday, 2 March 2013

OTTOLENGHI



C'e' un certo parossismo di eccitazione a Londra al momento,per via delle ultimissime notizie,
secondo le quali Simon Hopkinson sta girando una nuova serie di "The Good Cook".
Hopkinson e' senz'altro un personaggio impossibile da ignorare e spero,prima o poi,di poter
dedicare un post a questo bravissimo cuoco.
Ma e' da tempo ormai che pensavo ad un post su Ottolenghi,e questo mi sembra il momento migliore.
L'eroica combriccola dello Starbooks ha fatto un lavoro magistrale nell'evidenziare dei bellissimi libri come Jerusalem e Plenty.Ma questo post vuol essere,per me,anche un cospargersi il capo di cenere,visto qualche occasionale commento che ho lasciato qua e la,esprimendo qualche dubbio sull'impero Ottolenghi.
Eventi recenti hanno spazzato via ogni dubbio in maniera inequivocabile e la recente dichiarazione del
signor Ottolenghi "non apriro' altri ristoranti" mi ha conquistata definitivamente,facendomi intendere
che,alla fin fine,Yotam Ottolenghi ha capito proprio tutto.
Infine questo post vuol essere un grande augurio virtuale al signor Yotam e a suo marito Karl Allen,
poiche' il mese scorso sono diventati papa' di un bellissimo bambino,Max..
Prima di continuare,una breve descrizione dell'impero Ottolenghi e' doverosa.
A Londra esistono quattro "outposts" Ottolenghi.Il primo fu aperto nel 2002 a Ledbury Road in Notting Hill,
una delle zone piu' affluenti della citta',e fu un successo immediato.
Successivamente sono state aperte le branche in kensington,Belgravia ed Islington.Quest'ultima,in Upper Street,e' generalmente considerata la branca piu' importante,il vero portabandiera di Ottolenghi.
Esiste inoltre,anche se questo e' raramente menzionato,una cucina "centrale" dove viene preparato tutto il pane e la viennoiserie per tutti i negozi Ottolenghi.
Inoltre,nel 2011,e' stato aperto Nopi,un vero ristorante con uno stile leggermente diverso dai negozi appena menzionati.
Oltre a tutto cio',Yotam Ottolenghi ha pubblicato tre libri (2 dei quali scritti col suo "partner in crime",
Sami Tamimi),manda avanti una nota rubrica gastronomica su The Guardian,e,al momento ha una serie televisiva
su Channel4.
Mandare avanti un ristorante e' di per se un'avventura piena di peripezie ed immense difficolta',
mandare avanti un' "industria" come quella di Ottolenghi e riuscire a mantenere degli standards altissimi
e' sbalorditivo.Fidatevi.
Il segreto sta forse nel suo passato.Armato di un master degree in filosofia e letteratura Ottolenghi lavora nel mondo del giornalismo fino al 1997.La svolta arriva,nello stesso anno,,con il suo arrivo a Londra.
Lavora come pasticciere a The Capital,uno dei ristoranti piu' acclamati della capitale,poi per Rowley
Leigh,un'altra figura chiave del mondo della ristorazione londinese.Dopodiche' comincia a lavorare come
capo pasticciere da Baker & Spice,dove incontra Sam Tamimi e dove comincia a prendere forma il concetto
della loro acclamata catena.
Lo stile di Ottolenghi e' inconfondibile,un' occhiata al counter di Upper Street e le caratteristiche sono immediatamente evidenti:opulenza,freschezza assoluta,montagne di erbe,ed una propensione per il medio oriente e la cucina vegetariana.Quest'ultima caratteristica non deve trarre in inganno:Ottolenghi e' uno dei posti migliori a Londra per quanto riguarda la carne ed il pesce.Inoltre direi che la vena americana di Ottolenghi e' spesso ingiustamente ignorata.Cupcakes,cheesecakes e brownies sono sempre presenti ed una certa passione per il tacchino e lo sciroppo d'acero e' spesso evidente.Spesso e volentieri,Yotam
Ottolenghi percorre una strada aperta per lui da Claudia Roden,ma con cio' non intendo certo sminuire
il suo talento.
Si tratta,molto probabilmente di un incidente "temporale",se Ottolenghi fosse nato nel 1936 probabilmente
avrebbe fatto un percorso assai simile alla Roden.
Inoltre ,cosa non trascurabile,Ottolenghi ha avuto la straordinaria capacita' di donare a tante vecchie ricette una patina di modernita',e lo ha fatto senza distaccarsi dal mondo da cui questi piatti hanno origine.La ricetta che segue e' un esempio della modernita' e della bravura di questo
amato cuoco.
TORTA DI NOCI E HALVA
85 gr di burro
105 gr di zucchero
2 uova medie
200 gr di farina
3/4 di cucchiaino di lievito chimico
3/4 di cucchiaino di bicarbonato di sodio
un pizzico di sale
130 gr di panna acida
170 gr di halva
Per il topping:
60 gr di burro
120 gr di noci,tagliate grossolanamente
1 cucchiaino di cannella
30 gr di zucchero muscovado
----------------------------------------

1: far sfrigolare il burro per il topping per un paio di minuti.Lasciar raffreddare,
quindi aggiungere le noci e la cannella


2: dividere le noci in due parti uguali ed aggiungere il muscovado ad una delle parti ed
amalgamare per bene.

3: montare burro e zucchero,quindi aggiungere le uova,un poco alla volta.

4:setacciare la farina con il lievito chimico,il bicarbonato ed il sale,ed aggiungerla
gradualmente al mix,alternando ogni aggiunta con della panna acida.

5: versare meta' del composto ottenuto in uno stampo da plum cake(21cm x 12cm)
precedentemente foderato con della carta da forno.

6: cospargere con meta' delle noci(la meta' non zuccherata) e con l'halva,che va
tagliato a pezzettoni,vista la sua tendenza a squagliarsi.


7:ricoprire con la rimanente meta' dell'impasto ed infine ricoprire la superficie della
torta con la parte zuccherata delle noci.Infornare a 160-170 gradi x circa 50 minuti.
La ricetta e' tipica Ottolenghi,funziona al primo colpo e la crosticina di noci e' favolosa.
L'halva e' un dolce diffuso in tutto il medio
oriente (e non solo),generalmente a base di sesamo.Purtroppo non so se sia facilmente reperibile in
Italia.


Yotam Ottolenghi-Bibliography

Ottolenghi:The Cookbook (scritto con Sami Tamimi) 2008
Plenty 2010
Jerusalem (scritto con Sami Tamimi) 2012


Per quanto non sono sicura che l'offerta sia valida per l'estero,ed e' comunque necessaria la registrazione,Jerusalem e' correntemente in offerta speciale (16 sterline) presso the Guardian,dove Ottolenghi lavora

30 comments:

Francesca said...

Perdonami cara ma ho troppa nostalgia di Londra per leggrti attntamente: ogni tua riga, ogni tua parola è un portarmi lì col cuore....ho tanta voglia di tornare (disse piangendo):-(((( Quanto a Ottolenghi, ecco...mangiare da lui era un mio sogno: ho i suoi libri e lo venero quasi. Un bacio e scusa se non sono presente sempre ma....sigh sigh :-(

grEAT said...

la torta è deliziosa. ho mangiato qualcosa di simile preparato da un pasticcere greco.
per quanto io riesca a capire della cucina di ottolenghi (frequento il suo blog e la sua rubrica al quotidiano) credo sia vero che il suo percorso affianca quello della roden in chiave contemporanea, interpretando ed esportando una certa cucina parecchio mediorientale meglio di chiunque altro.

buona giornata edith

Ilaria said...

Edith io sonó incantata da Ottolenghi e ho iniziato a cucinare le sue ricette grazie allo Starbooks di questo mese ! Il tuo post di oggi mi ha veramente conquistata e il tuo dolce mi piace parecchio.voglio a questo punto comprare un libro di Ottolenghi quale mi consigli?
Baci baci ila

giulia pignatelli said...

Molte grazie per tutte queste informazioni!!! Stavo cominviando a conoscere Ottolenghi attraverso le ricette, ma non sapevo esattamente chi lui fosse :)Questo dolce mi piace molto, ma l'halva come potrei sostituirlo?

speedy70 said...

quanto è golosa questa torta di noci, complimenti e grazie della ricetta!!!!!

speedy70 said...

quanto è golosa questa torta di noci, complimenti e grazie della ricetta!!!!!

Chiara Giglio said...

non ho mai mangiato niente del genere e adesso mi piacerebbe provare a farlo! Grazie per questa particolarissima ricetta, buona settimana!

Edith Pilaff said...

@ Francesca: carissima,che dire,Londra ti aspetta! Ed Ottolenghi pure...Nel frattanto,consolati con lericette dei suoi libri,non ho mai trovato una sua ricetta che non funzionasse!
Un bacio.

@ grEAT: ciao Irene,hai colto proprio nel segno,Ottolenghi in effetti continua il lavoro della Roden,e' come se i due si fossero passati il testimone...
A presto. :)

@ Ilaria:ciao Ilaria,non sai quanto ammiro lo Starbooks.Per me e' una delle idee piu' belle della blogosfera.Per quanto riguarda i libri,sono tutti e tre molto belli,il mio preferito e' il primo.
Quando farai la tua scelta,tieni presente che Plenty contiene solo ricette vegetariane. Un bacio!

@ Giulia Pignatelli: sai che mentre scrivevo il post pensavo proprio a con che cosa si potrebbe sostituire l'halva?Non saprei,ma sono sicura che usando del cioccolato ed un'altro cucchiaino di cannella nell'impasto si otterrebbe un risultato assai diverso ma ugualmente buono!
A presto.

@ speedy70: grazie a te! Falla senza timori,con Ottolenghi non si sbaglia.. :)

@ Chiara Giglio: ciao,la torta e' inusuale e squisita..
Buona settimana a te!

Tamtam said...

sono molto curiosa e la farò,a Roma dovrei trovare anche l'halva, poi ti farò sapere, adoro questo tipo di dolci...un abbraccio

Michela said...

Cara Edith, sarò a Londra giovedì e non vedo l'ora!

Sai che Ottolenghi non lo conosco? mi hai incuriosita :)

Un abbraccio, a presto!

Cucina con Dede said...

A Londra abbiamo trascorso una vacanza meravigliosa e ci ritornerò sicuramente!!!!
Ricetta bellissima e particolare

Patty said...

Lo sai cosa succede dietro le quinte dello Starbooks quando le altre leggeranno il tuo post? Cori da stadio e ola globale!
Meraviglioso post. Sono a bocca aperta, e sono felice ma felice che tu abbia partecipato regalandoci questo bellissimo racconto di come Ottolenghi sia diventato Ottolenghi. E la ricetta scelta, che dire. mi fa venire le lacrime agli occhi. Grazie, con tutto il cuore.
Baci grandi, Pat

Alessandra Gennaro said...

il primo coro da stadio è il mio: arrivano sms in ufficio, "vai a leggere il post della edit" e fremevo sulla sedia, in attesa della pausa caffè. Cosa posso dire, che tu non abbia già detto? che ad Islington è sempre una magia, in qualsiasi stagione ci si vada? che un pranzo al sacco nei kensington garden ha tutt'altro sapore, se lo hai scelto da lui? che a casa mia ormai c'è l'ottolenghi day- e se dessi retta ai miei familiari, dovrebbe esserlo 365 giorni l'anno e 366 in quello bisestile? Stasera, gli racconto il tuop post- a cominciare dal marito, che credevo fosse Sami :-) e per finire con Channel 4, che mi mancava. Ma venire da te e non tornare a casa con le braccia cariche di informazioni preziose è praticamente impossibile. Sei una risorsa inestimabile, per me e per tutto il web. Grazie, grazie, grazie

Araba Felice said...

Ehm anche io pensavo che il marito fosse Sami :D
Sei troppo forte, ma lo sapevo già ;-)

Edith Pilaff said...

@ Tamtam:eh si,almeno da Castroni l'halva dovrebbe esserci!Fammi sapere..Un bacio

@ Cucina con Dede: ciao,nel caso tornassi,ho una valanga di indirizzi da passarti!
Buona giornata.

@ Michela:aspetto il tuo reportage,sei bravissima con le foto! A dopo Londra,allora! :)

@ Patty:grazie a te a tutte voi! Avete lanciato Ottolenghi in Italia,aprendo uno spazio per un cuoco che se lo merita appieno.Tutte le sue ricette funzionano al primo colpo!
Un bacione

@ Alessandra Gennaro:Ale,sei straordinariamente gentile.Se riesci a ritagliarti il tempo,guardati tutti gli episodi della sua serie televisiva,sono proprio belli. A presto!

@Arabafelice:Ciao,ti diro' che ai tempi di Baker & Spice,la pensavo anch'io cosi..Ma forse e' solo la romantica in me che vuol vedere un ragazzo ebreo israeliano ed un ragazzo palestinese uniti,in affari di cucina ed in affari di cuore,Come dicono loro, "houmous will unite Jerusalem"! Un bacio.

la belle auberge said...

Ti ringrazio, Edith, per avermi fatto conoscere il curriculum di Ottolenghi. Ho pranzato un paio di volte da Nopi e non fosse stato per l'aspetto di uno dei camerieri, cosi' disordinatamente peloso da farmi temere di ritrovare un capello o un pelo di barba nel piatto, direi di aver fatto una delle migliori esperienze gastronomiche dell'anno passato.
Un abbraccio

๓คקเ said...

Ecco, adesso che ti ho letta vado a seppellirmi.
Confesso che di Ottolenghi non sapevo niente di niente (non ho partecipato alla starbookata di Plenty lo scorso anno); ho testato le ricette di Jerusalem, libro assolutamente entusiasmante, ma non mi sono minimamente posta il problema di chi fosse veramente quest'uomo geniale.
Adesso che grazie a te so chi è, mi domando che cosa ci faccio nello Starbooks io, e perché non ci sei tu al mio posto.
Se ancora avessimo avuto bisogno di una dimostrazione, direi che questa torta parla da sola...
Sei eccezionale. Punto.

cristina b. said...

molto molto molto interessante il tuo post! adesso yotam mi piace ancora di più ;)
grazie, di cuore

Raffaella said...

Edith sei un pozzo di scienza!!!
Credo che mai come in questo caso tutto il tuo sapere e tutta la tua esperienza di vita vissuta siano stati preziosissimi a tutti coloro che si sono accostati, direttamente o indirettamente, a Ottolenghi!
Grazie, e bravissima, per tutto, torta deliziosa compresa! *_*

Laura said...

Piacere di conoscerti.. post interessantissimo!
Perchè le foodblogger non sono solo capaci a spadellare ad adornare un angolo foto, ma hanno voglia di scoprire, vedere, assaggiare e capire.
Grazie per il post!
A presto..
Laura

Raffaella Segalini said...

Ciao!!!! Eccomi a ricambiare la tua visita. Anche il tuo bloggino non scherza, molto bello! Questa la provo, un bacio.

faustidda said...

non conoscevo Ottolenghi e le sue creazioni; quindi: grazie! Questa torta mi sembra meravigliosa.
Ciao

La Gaia Celiaca said...

un bellissimo post, proprio in spirito starbooks.
grazie per avercelo regalato. e anche per averci regalato questa ricetta, che mi piace mi piace mi piace. anche se non credo che riuscirò mai a trovare dell'halva certificato senza glutine :-)

Edith Pilaff said...

@ la belle auberge: il cameriere disordinatamente peloso "suona" piuttosto familiare!! Certo che ti tratti bene,Nopi e' senz'altro uno dei ristoranti piu' acclamati!
Un bacio

@ mapi: ciao,il tuo commento mi ha molto toccata.La verita' e' che ho la capacita' organizzativa di una foca,so far girare una palla,ma non so fare nient'altro.
Grazie di cuore,un abbraccio.

@ Cristina b: grazie a te! Yotam merita,non c'e' dubbio!

@ Raffaella:sono contenta di aver scritto qualcosina su di lui,volevo farlo da mesi!Adesso spero che scriva un libro di soli dolci... Ciao,un bacione!

@ Laura: ciao,il piacere e' mio!Concordo,io ho una curiosita' famelica su tutto cio' che si spadella! A presto.

@ Raffaella Segalini: benvenuta da queste parti! Se trovi l'halva,provala...A presto!

@ Faustidda:ciao,grazie a te.Adesso bisogna convincere qualche casa editrice a pubblicare i libri di Ottolenghi in italiano..
Un bacio.

Edith Pilaff said...

@ La Gaia Celiaca: ciao,in effetti vcon l'halva certificato gluten free la vedo difficile.Penso che prima o poi la provero' col cioccolato al posto dell'halva.
A presto,e grazie!

la belle auberge said...

Sai, Edith, se ci vai a pranzo rimane una cosa molto piu' informale e se scegli le porzioni piccole (anche se le solerti cameriere cercheranno in tutti i modi di convincerti che con quelle non ti sfamerai) il conto sara' piu' che ragionevole, considerando quei sapori e quell'innovativo modo di cucinare le verdure.

Buona domenica

Günther said...

è uno dei miei dolci preferiti

sandra indovinachivieneacena said...

post meraviglioso, spettacolare e io ora mi vado a comprare i libri di ottolenghi... unico mio cruccio è che non si trovano in italiano e farò una fatica storica per tradurre!!!
baci
Sandra

Stefania Zecca said...

ciao Edith, mi vergogno un po' a dirlo ma non conoscevo Ottolenghi, ma la tua descrizione particolareggiata mi ha intrigato molto e adesso mi documenterò. Grazie per questo bel post... caspita mi hai fatto venire voglia di andare subito a Londra. Invece l'halva qui non l'ho mai visto, farò una ricerca anche su quello! Un bacio e grazie ancora :)

Loredana said...

Edith,mi sto deliziando e acculturando scorrendo i tuoi post.
Ho seguito lo Starbooks, ma il tuo post è la ciliegina sulla torta, oltre che una gran bella torta in sè! ;)
grazie