TESTI E FOTOGRAFIE SONO DI PROPRIETA' DELL'AUTRICE. IL LORO USO E' CONCESSO SOLO PREVIA AUTORIZZAZIONE.IL MIO BLOG NON RITIRA E NON ASSEGNA PREMI.GRAZIE :)

Saturday, 28 April 2012

CHOCOLATE TEABREAD


Premetto che definire un teabread non e' cosa facile.Stavolta,piuttosto che addentrarmi nei meandri della terminologia,
dico soltanto che ho esitato a classificare questa ricetta tra la cucina britannica.I teabreads sono senz'altro molto popolari nel Regno Unito e ne esiste una grande varieta',ma non contengono mai il cioccolato.
L'idea di aggiungerlo,semplice,ma assolutamente geniale, e' di Helge Rubinstein,il cui libercolo,The Chocolate Book, e' un must
per tutti gli amanti del cioccolato.
La ricetta,con minime variazioni,e' quella del libro.E' una torta dal sapore complesso ed intrigante;un'amica ha detto che e' come mangiare del chai,una descrizione migliore non saprei darla.
La ricetta e' per uno stampo da plumcake da 12cm x 22 cm.
Ingredienti:
60 gr di cioccolato fondente,in pezzettini
60 gr di scorzette candite di arancia e limone
50 gr.di mandorle,tritate grossolanamente
125 gr di burro
75 gr di zucchero semi-grezzo (light brown sugar)
75 gr di zucchero
3 uova
175 gr di farina
1/2 cucchiaino di lievito chimico
1/2 cucchiaino di cannella
un pizzico di noce moscata
un pizzico di chiodo di garofano
un pizzico di sale
un pizzichino di semi di finocchio,pestati nel mortaio
la buccia grattugiata di un'arancia
2 cucchiai di latte (o latte inacidito)
-----------------------------------------
1:montare il burro con gli zuccheri fino ad ottenere un composto chiaro e ben aerato

2:separare i tuorli dagli albumi ed aggiungere i tuorli,uno alla volta,al burro + zucchero

3:mischiare la farina con il lievito chimico e le spezie ed amalgamare brevemente,senza lavorare troppo l'impasto

4:aggiungere il cioccolato,le scorzette,le mandorle ed il latte ed amalgamare ancora brevemente.

5: montare gli albumi col pizzico di sale ed incorporarli con delicatezza all'impasto.

6:versare il tutto nello stampo precedentemente foderato con carta da forno (o con burro e farina)


7: infornare per un'eternita' a 165 gradi.

8: lasciare sfreddare e preparare una ganache con un po' di cioccolato fuso con un goccino di panna..
Decorare il teabread con la ganache,affettare e divorare con sospiri di piacere,tra sorsi del miglior
the che avete tra le grinfie.


Note. La ganache,i semi di finocchio e la buccia d'arancia grattugiata sono mie aggiunte.
Inoltre ho usato 10 gr in piu' di cioccolato e scorzette candite rispetto alla ricetta originale
ed ho lasciato il cioccolato a pezzetti anziche' squagliarlo prima di incorporarlo al tutto.
Per quanto riguarda il tempo di cottura,non ne ho preso nota.
Secondo me si puo' tranquillamente guardare la serie completa di Berlin Alexanderplatz mentre il teabread cuoce.
Fassbinder,da lassu',sorridera'...

BUON APPETITO!





Saturday, 21 April 2012

CHELSEA BUNS

"There's a charm in the sound,which nobody shuns,
of smoking hot,piping hot Chelsea buns"

(da una vecchia canzone popolare)


I Chelsea buns sono una specialita' classica della pasticceria inglese ed infatti appaiono,piu' o meno,
in ogni libro sulla cucina inglese in mio possesso.
Purtroppo le regole del mercato hanno fatto si che i Chelsea buns in vendita in vari forni e supermercati
siano delle truffe gastronomiche.
Jane Grigson,che su queste cose la sapeva lunga,gia' scriveva nel 1974:
" Until you make well-sugared Chelsea buns yourself,it is difficult to understand why they should have become popular.
Bought,they taste so dull.Modern commerce has taken them over,and,in the interests of cheapness,reduced the delicious ingredients to a minimum-no butter,little egg,too much yellow colouring,not enough spice,too few currants and bits of peel,a stodgy texture instead of a rich,light softness."

Il Chelsea bun e' una delle pochissime specialita' gastronomiche la cui origine e' strettamente collegata a Londra.
Nacque all'inizio del 1700 e la paternita' (sebbene questo sia un punto un po' conteso) viene generalmente attribuito
alla Old Chelsea Bun House in Pimlico.
Il forno era famosissimo ed appartenne alla famiglia Hand per quattro generazioni.
Durante la sua lunga esistenza la Old Chesea Bun House fu frequentata dalla famiglia reale,fatto che senz'altro
contribui' alla sua straordinaria popolarita'.Enormi folle si riversavano per strada (per intenderci,si parla di 50.000
persone) in attesa di poter comprare qualche delizia,e cio' comporto' perfino problemi di sicurezza pubblica.
Nel Venerdi Santo del 1839 si vendettero 24.000 Hot Cross buns,un'altra delle loro specialita'.
Il forno venne purtroppo demolito nello stesso anno.
Tra i proprietari,Richard Hand,un ex ufficiale dell'esercito noto come "Capitan Panino",offriva la dovuta nota di eccentricita' e si distingueva tra la folla poiche' amava indossare una lunga vestaglia ed il fez.
Per chi avesse un interesse ai dettagli morbosi,lo scheletro di Capitan Panino(e quello di suo fratello)
sono custoditi in un museo londinese.
Ma bando alle ciance ed ecco come preparare questi deliziosi panini dolci.
Ingredienti:
450 gr di farina
60 gr di burro
1 cucchiaino scarso di sale
45 gr di zucchero, + un extra cucchiaino per il lievito
15 gr di lievito di birra
225 ml di latte tiepido
1 uovo
Per il ripieno:
175 gr di uvetta sultanina
60 gr di scorzette candite di arancia e limone
175 gr di zucchero di canna
2 cucchiaini di mixed spice o ,alternativamente,cannella
30 gr di burro fuso
Per glassare:
sciroppo di zucchero,
zucchero
-------------------------------------------
1:mettere farina ,sale,45 gr di zucchero ed il burro nel robot e frullare brevemente fino ad ottenere un sable'

2:sciogliere il lievito di birra nel latte tiepido,aggiungendo un cucchiaino di zucchero

3:mischiare lievito e latte con il sable',aggiungere l'uovo e lavorare fino ad ottenere una palla.
Mettere la pasta cosi ottenuta in una ciotola,coprire e porre al calduccio fino a che la pasta sara' raddoppiata in volume

4: nel frattanto,mischiare gli ingredienti per il ripieno,ad eccezione del burro.

5: stendere la pasta dandole una forma rettangolare,spennellarla col burro fuso e cospargerla col ripieno.



6: arrotolare con attenzione la pasta e tagliarla con un coltello affilato in 12 parti.
Mettere a lievitare in un angolo caldo in una teglia leggermente imburrata ed infarinata,con i buns ben distanziati
tra loro.


7: i panini saranno pronti da infornare quando si saranno uniti tra loro


8: infornare a 190-200 gradi fino a quando i buns saranno belli dorati.
Quindi,appena fuorisciti dal forno,spennellare leggermente con sciroppo di zucchero
(io uso 40 gr di acqua per 50 gr di zucchero) e dare una spolveratina con zucchero granulato.
Indossare il fez e mangiare con gusto.

Note.La pasta e' piuttosto morbida,ma e' assolutamente un goiellino.Sconsiglierei l'aggiunta di farina per rendere
le cose piu' facili,la pasta risulterebbe piu' pesante.Per quanto la ricetta non la includa,ho aggiunto alla pasta
la buccia di un'arancia.Dona ai buns un profumo delizioso.Come si vede dalla foto,ho sperimentato un pochino ed ho
preparato meta' dei buns con la Dundee marmalade. Risultato? Buoni,non c'e' che dire,ma li preferisco senz'altro nella versione tradizionale.

BUON APPETITO!





Monday, 9 April 2012

GOZLEME



Innanzitutto porgo le mie scuse,come d'obbligo,per le foto supertrash.
Inoltre,per chi,come me, ha una laurea in essere noiosa,Gozleme dovrebbe avere la dieresi sulla o.
Il Gozleme e' un pane turco,popolarissimo qua a Londra per via dell'enorme comunita'
turca che risiede nella metropoli.
Ed infatti l'ispirazione per questa ricetta nasce proprio dal mio incontro con una signora turca che,al mercatino rionale della domenica,seduta su uno sgabellino
prepara queste delizie con il tocco di chi fa queste cose da una vita.
Penso che la signora,che non parla una parola d'inglese,sia riuscita a capire i miei
complimenti,e la gioia nei suoi occhi mi fatto capire di come fosse importante per lei non tanto vendere i suoi gozleme,ma semplicemente farli.
L'unico fatto che sono riuscita a comprendere con chiarezza durante il nostro incontro e' che il Gozleme,contrariamente a tante ricette che appaiono in rete,dovrebbe farsi senza il lievito.
Il ripieno piu' tradizionale e' quello di spinaci e feta,ma questi pani vengono preparati anche con un ripieno di patate od occasionalmente con della carne macinata.
Non mangio feta per cui il mio ripieno e' un ibrido blasfemo di spinaci e patate.
E' consigliabile preparare il ripieno con un certo anticipo,poiche' la pasta del Gozleme va stesa il piu' sottile possibile ed un ripieno anche tiepido potrebbe causare problemi.



Ecco come preparare questo pane.
Per il ripieno:
500 gr di patate sbucciate e tagliate a pezzettoni
150 gr di spinaci,ben lavati e ben scolati
20 gr di olio d'oliva
una grattatina di noce moscata (j'adore,ma il Gozleme non dovrebbe contenerne)
un pizzico di pepe nero,macinato fresco
-------------------------------------------
1:cucinare le patate in acqua salata e fare un puree.
2:riscaldare l'olio d'oliva in una padella e far avizzire per bene gli spinaci
con il pepe e la noce moscata.
3:sminuzzare gli spinaci,strizzarli se necessario ed aggiungerli al puree.
Lasciar raffreddare.

Per la pasta:
150 gr di farina
90 gr d'acqua
2 cucchiaini di olio d'oliva
3 gr di sale
--------------------------------
1: impastare il tutto e divide in 4 o 5 palline.
Coprire e lasciar riposare per 20 minuti
2: stendere la pasta molto sottilmente in modo da ottenere un cerchio e distribuire
il ripieno in una meta' del cerchio avendo cura di lasciare un bordo per poter
sigillare il pane.
3: ripiegare la pasta e chiudere il bordo premendo per bene con i polpastrelli.
Non e' necessario usare uovo.
4: passare in una padella ben calda,magari con un cucchiaino di olio d'oliva
(optional,il gozleme si puo' cucinare senza grasso).Cuocere per circa 3-4 minuti
per parte.Divorare con soddisfazione.

Note: il Gozleme e' quasi invariabilmente servito con Ayran(yoghurt in versione
bevanda,diluito con acqua ed insaporito con un pizzico di sale.
I Gozleme sono spesso ben piu' grandi di quelli che ho preparato poiche'
vengono cotti in speciali aggeggi di larga circonferenza.I pani ricordano un
poco la paratha indiana e,tra l'altro,vengono spesso preparati con uno
speciale mattarello (con una circonferenza maggiore maggiore al centro ed
i lati leggermente "appuntiti"),uguale a quello usato per fare la paratha.

BUON APPETITO!

Friday, 13 May 2011

MASOOR DAL

 


Una non ricetta,forse ideale per chi non ha mai provato la cucina indiana,data la sua semplicita' ed economicita'.Premettendo che lo spelling puo' variare,dal significa legume ed e' spesso accompagnato da un'altra parola che precisa l'identita'del legume in questione.In questo caso si tratta di lenticchie rosse decorticate.Il dal (nelle sue varie forme) e' un piatto molto comune in tutta l'India ,ma tutti i bengali che conosco continuano a dirmi che lo considerano un piatto della loro tradizione.Un'altra ricettina a base di dal la trovate qui.
Ma ecco come preparare il masoor dal:

INGREDIENTI
-----------
30 gr di ghee (burro privato della sua parte proteica)
45 gr di cipolla,finemente tritata
8 gr di zenzero fresco grattugiato
1 pizzico di peperoncino secco
la punta di un cucchiaino di curcuma
1 cucchiaino scarso di semi di comino
160 gr di lenticchie rosse decorticate
770 gr d'acqua
7 gr di sale
6-8 foglioline di curry + un cucchiaio d'olio

1:soffriggere la cipolla nel ghee,e quando sara' dorata aggiungere le rimanenti
spezie (fuorche' le foglie di curry) e continuare a cuocere per due minutini.

2:aggiungere le lenticchie e rigirarle nel ghee per un minuto o due.Coprire con l'acqua,aggiungere il sale e cuocere fino a quando il dal si sara' ridotto in
poltiglia.

3:finire col tarka:far riscaldare l'olio in una padella e friggere brevemente le foglie di curry fino a quando saranno croccanti e versarle sul dal.
L'avevo detto che si tratta di una non ricetta!

 
Posted by Picasa


NOTE.
E' una ricetta piuttosto elastica,ne ho mangiato versioni con cardamomo e con coriandolo.A volte viene usata asafetida,a cui gli indiani attribuiscono proprieta' salutari,e che i francesi chiamano,con fare tres charmant,merde du diable.
Provatelo con una spruzzata di succo di limone ed un uovo sodo tagliato a spicchi,
non deludera'.

BUON APPETITO!

Thursday, 28 April 2011

AVIAL


Ovvero un ritorno a "Mamma India".
Quando si parla di specialita' gastronomiche,sono assolutamente convinta che popolarita' non sia sempre sinonimo di superiorita'.
Non ho dubbi che i curries piu' conosciuti siano i vari korma,dopiaza,pasanda,vindaloo etc,ma l'avial e' un piatto spettacolare,e non teme confronti.
Camellia Panjabi non lo menziona neanche nel suo 50 great curries of India,e non ne ho trovato traccia nei libri di Madhur Jaffrey in mio possesso.
Cio' nonostante spulciando tra altri tomi,sono sono saltate fuori varie ricettine e cosi mi sono messa all opera....
L'avial e' una specialita del Kerala,nel sud ovest dell'India ed e' un classico esempio della cucina Tamil (la parola curry deriva proprio da una parola Tamil).
Jaffrey sostiene che i due elementi piu' caratteristici del cucina del Kerala siano la noce di cocco e le foglie di curry e,guarda caso,entrambi ingredienti sono presenti in questa preparazione.
E' un piatto fortemente legato alla mitologia indiana.
Kerala fu il regno del leggendario Mahabali,il "re benevolo" sotto il quale il Kerala raggiunse l'apice della sua storia.
Mahabali fu amatissimo per la sua generosita' ed imparzialita' ed aboli le caste su cui la societa' indiana e' basata.




Il sovrano fu soprannominato Mahabali Chakravathy (il re dei re).
Le divinita',gelosissime,(la mitologia indiana ha questo in comune con la quella greca,gli Dei hanno caratteri umani) organizzarono un tranello per Mahabali.
Aditi,madre degli Dei,convinse Vishnu ad apparire a Mahabali sotto mentite spoglie
(un nanetto chiamato Vamana).
Quando Vamana si presento'a Mahabali e fece l'umile richiesta di un fazzoletto di terra grande quanto tre passi,Mahabali fu avvertito del pericolo da uno dei suoi consiglieri capace di vedere nel futuro.
Ma Mahabali non tradi' la sua fama di sovrano generoso ed esaudi' il desiderio di Vamana.A quel punto,Vamana si ingiganti' a dismisura e col primo passo si approprio' della terra e col secondo del cielo.Non essendoci spazio per un terzo passo,Mahabali chiese a Vanama di mettere il piede sulla sua testa.Cio' fece sprofondare il re nel Patala,il regno sotterraneo e li' Vishnu si rivelo' a Mahabali ed ammiro' la sua generosita'.Il re chiese ed ottenne di poter visitare i suoi amati sudditi una volta all'anno.Durante tale periodo (agosto-settembre)lo straordinario festival di Onam e' dedicato a lui,il re dei re.




Straordinari tappeti floreali(pookalam),danze,processioni con elefanti,la gara delle "canoe serpente"(esse posso ospitare fino a 150 uomini)e banchetti vegetariani vengono allestiti in onore di Mahabali.


L'avial e' sempre presente ed ecco un ottima ricetta.
INGREDIENTI
-------------
375 gr. d'acqua + sale
220 gr di carote pelate e tagliate a pezzetti (peso netto)
1/2 cucchiaino di curcuma
250 gr. di patate dolci,pelate e tagliate a pezzetti (peso netto)
135 gr. di fagiolini,tagliati per meta'
140 gr di yogurt naturale
3/4 di cucchiaino di di semi di comino,leggermente tostati e pestati nel mortaio
16 gr. di zenzero fresco grattuggiato
55 gr di noce di cocco,,pelata e grattuggiata
meno di mezzo peperoncino fresco,finemente tritato
2 cucchiaini rasi di zucchero
18 foglioline di curry
1 o 2 cucchiai di olio vegetale,preferibilmente di cocco

1: far bollire le carote per qualche minuto nell'acqua salata a cui sia stato unito il (la?) curcuma

2:quindi aggiungere le patate dolci e,quando patate e carote sono quasi cotte,aggiungere i fagiolini.

3:appena i fagiolini cominceranno ad intenerirsi aggiungere i rimanenti ingredienti,ad eccezione deglie foglie di curry e dell'olio, e continuare la cottura per 3-4 minuti.

4: rimuovere dal fornello e procedere col tarka.Far riscaldare per bene l'olio in una padella e friggere per un minutino le foglie di curry.Versare le foglie sull'avial e servire.

NOTE.Io non problemi a considerare l'avial un curry,ma curry e' una parola che significa tutto e niente e,in vari ristoranti e' possibile trovare l'avian in una sezione del menu' separata dai curries.Per alcune considerazioni sacrosante sul curry vi rimando qui.La mia versione dell'avial e' decisamente blasfema,ma e' cosi buono che,onestamente,non cambierei una virgola.
Per una versione piu'autentica,eliminate zucchero ed usate peperoncino verde piuttosto che quello rosso.L'avial e' generalmente piu' denso del mio,e,nei banchetti che menzionavo prima viene servito su foglie di banana.
E' assolutamente permissibile usare diversi vegetali,per quanto le banane (kela) siano spessissimo presenti.Per una versione vegana,anch'essa caratteristica del festival di Onam,eliminate lo yogurt ed usate latte di cocco.

BUON APPETITO!

Tuesday, 19 April 2011

GUDANGAN



E' facile considerare la carota come un ingrediente banale ed adatto per lo piu' ai piatti della routine quotidiana.
Eppure se andiamo indietro di soli 200-300 anni la carota veniva considerata una pianta esotica ed affascinante.
Le bibbie del giardinaggio inglese del primo Ottocento suggerivano un elegantissimo ornamento di carote da mettere a fianco al caminetto: "....young and delicate leaves unfold themselves,forming a radiated tuft of a very handsome appearance...."
In tempi ancora precedenti,le elegantissime signore del periodo Stuart adornavano capelli e cappelli con le foglie delle carote.



Oggigiorno le carote hanno un ruolo ben diverso;ecco una ricetta per iniettare un
poco di glamour a questi ottimi vegetali.
Il gudangan e' una ricetta indonesiana,probabilmente originaria di Giava e poi diffusasi,sotto varie forme,in tutta la nazione.E' detto anche urap e penso che il termine urap abbia a che fare con la noce di cocco grattugiata,tipica di questa pietanza.
E' spesso preparato per lo slametan,un pasto rituale dedicato al profeta Muhammad e alle anime degli antenati.
Devo dire che mentre lo mangiavo ho sognato una pancia di maiale con anice stellato e pepe di Szechuan,ma date le connotazioni di questo piatto,si e' trattato di un pensiero perverso.(L'Indonesia e' la piu' grande nazione islamica al mondo.Cio' nonostante il maiale viene mangiato presso le comunita' Hindu.Ho ,da qualche parte,
un'ottima ricetta per un "maiale all'indonesiana".Ma cio'sara' il soggetto di un altro post).
A Londra c'e' un grande boom delle cucine asiatiche al momento.
Quella indonesiana e' la grande esclusa,probabilmente non aiutata dal fatto che ci sono alcuni ristoranti di dubbia qualita' a farle da portabandiera.
Ed e' anche una cucina su cui non e' stato scritto tantissimo,per quanto esista un testo classico sull'argomento (Sri Owen Indonesian Food).
Ma bando alle ciance ed ecco la ricetta.Questa versione del gudangan e' "amica dell'occidente",dato che questa specialita' viene spesso cucinata con foglie di taro
,amaranto e fagioli-asparago,vegetali che non appaiono tutti i giorni al Carrefour.


 
Posted by Picasa


INGREDIENTI
275 gr. di cavolfiore a pezzetti
130 gr. di carote,tagliate a strisce sottili con la mandolina
100 gr. di peperone rosso
2 spicchi d'aglio tritati
30-35 gr. di succo di lima
2 cucchiaini belli pieni di zucchero grezzo
un pizzico di peperoncino in polvere
sale
50 gr. di noce di cocco grattugiata (fresca)
----------------------------------------
1:passare cavolfiore e carote (separatamente) nell'acqua bollente salata per qualche minuto e scolare.

2:mettere nel robot peperone,aglio,zucchero,peperoncino e sale.
azionare le lame ed aggiungere il succo di lima gradualmente fino ad ottenere una salsetta.

3:versare la salsetta sui vegetali tiepidi e cospargere con la noce di cocco.

Note. Con l'aggiunta di un uovo sodo e del riso si otterra' "nasi gudangan",un ottimo piatto completo.

BUON APPETITO!

Tuesday, 12 April 2011

CA TIM NUONG

Ovvero un'altra breve incursione nella cucina vietnamita.
Dell'influenza francese in tale cucina si e' gia' parlato qui.
Il Vietnam e' l'unica parte dell'Asia dove un kebab diventa ,miracolosamente,"boeuf en brochette" e dove nei supermercati e' possibile comprare delle ottime "rillettes".
Detto cio',la cucina vietnamita ha certamente uno stile suo proprio e questo piatto ne e' un esempio.



INGREDIENTI
2 melanzane,ognuna del peso di 220-260 gr.
65 gr di cipolla,tritata finemente
1 spicchio d'aglio,grassottello e tritato finemente
2 cipollotti,tagliati a rondelle
1 cucchiaio di olio vegetale
100-110 gr. di maiale "magro",tagliato a piccoli cubetti
1/2 cucchiaino di sale,pepe macinato fresco
4 o 5 cucchiai di nuoc cham
---------------------------
1:mettere le melanzane direttamente sulla fiamma dei fornelli e cuocere fino a quando
la loro pelle sara' bruciacchiata,rigirandole di tanto in tanto per assicurare una cottura uniforme.

2:lasciar raffreddare,spellare meticolosamente ed adagiare su un piatto,aggiungendo
un pizzico di sale.


3:preparare la nuoc cham:mischiare 30 gr. di nam pla (salsa di pesce) con 38 gr. di
succo di lima,un cucchiaio d'acqua,3 cucchiai scarsi di zucchero,uno spicchio d'aglio schiacciato col palmo della mano ed un peperoncino fresco tritato finemente.
Un'altra versione della nuoc cham,ugualmente buona,la trovate qui.

4:riscaldare l'olio in una piccola padella e soffriggere cipolla ed aglio per un
minutino o due.Aggiungere il maiale,sale,pepe e cucinare fino a quando il maiale
sara' completamente opaco.Aggiungere i cipollotti,rimestare per 30 secondi e
versare il tutto sulle melanzane.

5:ricoprire generosamente con la nuoc cham e gustare.

NOTE. Ho adocchiato diverse ricette che consigliano,nello spellare le melanzane,di passarle sotto il rubinetto.Previe esperienze mi dicono di stare alla larga da questo metodo.Non solo si perde il bellissimo color mummia acquisito dalle melanzane,ma si perde anche un bel po' di sapore.
La ricetta per la nuoc cham prevedeva l'uso di 3-4 peperoncini.Sfido chiunque ad usare tali quantita'.Vietnamiti,tailandesi ed indiani sono esclusi dalla sfida

BUON APPETITO!