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Saturday, 9 June 2012

JUBILEE


Covent Garden

Come sapete.la regina Elisabetta ha celebrato i suoi sessant'anni sul trono con quattro giorni di eventi speciali
che hanno attirato enormi folle nella capitale.I risultanti festeggiamenti hanno messo Londra a dura prova.
Fare in modo che 4 milioni di persone si spostino attraverso la citta' in un breve periodo di tempo non e' cosa semplice.
Eppure,non chiedetemi come,il trasporto pubblico ha retto all'enorme pressione.
C'e' poi il problema della sicurezza e l'imponente presenza della polizia la diceva lunga sulle preoccupazione destate da un evento di tali dimensioni.Il tempo non e' stato clemente,ma cio' non ha fermato nessuno.


Pearlies


Non ha certo fermato i Pearly Kings and Queens(chiamati Pearlies nel linguaggio comune),vere icone del mondo working class londinese.I Pearlies sono dei personaggi caratteristici che si adoperano per aiutare chi e' in difficolta' e chi soffre.
Sono amatissimi dai bambini (un nanosecondo dopo lo scatto della foto,i Pearlies sono i fatti stati attaccati da una marea di pargoli assatanati) e sono immediatamente riconoscibili per via dei loro abiti decorati con bottoni di madreperla.
Questo particolare look venne creato dal loro fondatore,Henry Croft,uno spazzino orfano che dedico' il suo tempo ad aiutare
gli altri.Al funerale di Croft,nel 1930,da tutti gli angoli di Londra arrivarono in tantissimi per salutare "lo spazzino buono" ed una statua (completa con tuba con bottoni,il suo inseparabile cappello) a lui dedicata si puo' ammirare nella cripta di Saint Martin in the fields,a Westminster.Per chi capitasse a Londra e volesse cogliere tre piccioni con una fava,
il primo luglio i Pearlies saranno al mercatino dei fiori a Columbia Road,uno dei mercatini piu' sottovalutati di Londra,
e sede di Brawn, un ristorantino particolarmente acclamato dai critici londinesi.



Looking regal


Naturalmente gli eventi piu' importanti si sono tenuti al centro di Londra,ma in tutti i quartieri sono state organizzate grandi tavolate per tutti con te',Victoria sandwiches e pasticcini.In un momento surreale,coloro che vivono nella stessa strada si son parlati gli uni con gli altri.
Chiaramente il concerto pop con mega stars a Buckingham Palace (mi chiedo che cosa abbia pensato la regina di Grace Jones..) e' stato seguitissimo,ma personalmente ho trovato il pageant sul Tamigi particolarmente suggestivo.


Old Compton Street,Soho


Per quanto riguarda il lato culinario delle cose,non avevo scelta. Esiste un piatto creato specificamente per la regina Elisabetta in occasione della sua incoronazione nel 1953.Si tratta della famosa Coronation chicken( originariamente chiamato poulet reine Elizabeth) creata dalla famosa coppia Spry/Hume.Poiche' si tratta della loro ricetta piu' conosciuta,ho incluso la versione originale prima delle note finali.La mia e' una versione leggermente semplificata.Ma bando alle ciance ed ecco la ricetta.



INGREDIENTI:
35 gr di uva sultanina,lasciata a mollo in acqua tiepida
80 gr di cipolla finemente tritata
1-2 cucchiai di olio vegetale
10 gr di un buon curry in polvere
160 gr di maionese
220 gr di polo arrosto,tagliato a tocchetti
40 gr di purea di albicocche sciroppate
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1: soffriggere la cipolla nell'olio fino a quando si sara' inbiondita,
quindi aggiungere il curry in polvere e continuare la cottura per un minutino.

2: lasciar sfreddare il soffritto uper un paio di minuti quindi aggiungerlo alla maionese
ed aamalgamare con i rimanenti ingredienti.Servire con del riso bollito con piselli e cetrioli.
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VERSIONE ORIGINALE:
1:coprire 2 polletti con acqua ed un poco di vino.Aggiungere della carota,un bouquet garni,del sale,3 o 4 granelli di pepe
e sobbollire per circa 40 minuti. 2:Far sfreddare i polletti nel loro brodo di cottura,quindi spolparli,tagliare la carne a
tocchetti ed amalgamare con la salsina al curry.

SALSA AL CURRY:
1 cucchiaio di olio
2 oz. di cipolla tritata (50 gr circa)
1 cucchiao di curry in polvere
1 cucchiaino colmo di estratto di pomodoro
1 bicchiere di vino rosso
3/4 di bicchiere di acqua
1 foglia di alloro
sale.zucchero ed un pizzico di pepe
1-2 fette di limone ed un pochino di succo dilimone
1-2 cucchiai di purea di albicocche
1/2 pinta di maionese (280 ml, circa)
2-3 cucchiai di panna montata
un pochino di panna montata extra per il tocco tinale.
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1:soffriggere la cipolla per 3-4 minuti,Aggiungere il curry e continuare a cuocere per 1-2 minuti

2:aggiungere l'estratto di pomodoro,il vino,l'acqua e l'alloro.Portare ad ebollizione.

3:aggiustare con sale,zucchero,pepe,e mettere nella pentola le fette ed il succo di limone.
Sobbollire per 5-10 minuti.

4:passare il tutto al colino ed amalgamare,gradualmente,con la maionese.
Aggiustare il condimento,aggiungendo altro succo di limone se necessario.

5:Finire con la panna montata,mescolando delicatamente.Quindi prendere una parte della salsa ottenuta
(abbastanza per ricoprire il pollo) e mischiare con la panna "extra".Aggiustare di sale e pepe.

NOTE
Mi scuso se le istruzioni della ricetta originale paiono un poco bizantine,ma ci tenevo particolarmente a
riportare la ricetta cosi come scritta dalle autrici.Questo e' un piatto deliziosamente retro,nell'aspetto e nel sapore.
L'accompagnamento di riso ,piselli e cetrioli e lo stesso del libro,ho semplicemente omesso erbe tritate e vinaigrette.
Il genio della ricetta sta nella frase finale : "this is an admirable sauce to serve with iced lobster".
Ed infatti l'aragosta con questa salsina e' una vera delizia.Potrebbe sembrare strano che un piatto a base di pollo sia stato scelto per un banchetto regale,anziche' la versione con l'aragosta,ma il Regno Unito passava un periodo di notevole poverta' ed era importante per la regina non apparire come abitante di mondo troppo distante da quello dei suoi sudditi.
Infine,per tutti coloro che amano l'inusuale in cucina,e' possibile mangiare il gelato alla Coronation chicken (solo fino al 25 di giugno) presso la gelateria Gelupo in Archer Street,a Soho.

BUON APPETITO!

Saturday, 26 May 2012

CARBONARA MONFERRINA


La carbonara e' un piatto che non ha certo bisogno di presentazione.Tanto amata quanto conosciuta,e' una specialita' che ha fatto il giro del mondo.La sua bonta' e' indiscussa,ma tanti dubbi aleggiano sulle sue origini.
Livio Jannattoni,che scriveva di cucina con attenzione ed eloquenza,la descrisse come un piatto "quasi romano",ricordando
che non vi e' menzione della carbonara nei testi classici di Ada Boni e di Adolfo Giaquinto.
Giuliano Malizia (che termino' il testo del libro del Jannattoni dopo la sua morte)segue a ruota nel suo La cucina romana ed ebraico-romanesca,definendo la carbonara come un piatto "accolto con onore nella cucina romana".
Le illazioni sono numerose e,secondo il Jannattoni,la teoria che sembrerebbe aver maggior fondamento sarebbe quella per cui
la carbonara nasce con l'arrivo del bacon e delle uova in polvere,portati a Roma dalle truppe statunitensi durante la guerra.Chiaramente oggigiorno la carbonara non e' certo fatta col bacon o con le uova in polvere, pero' e' interessante notare
come un piatto possa essere quasi come un "ponte culinario" tra due nazioni.


Una variazione della carbonara meno conosciuta,ma dalle origini piu' certe e' la carbonara monferrina,deliziosa specialita'
piemontese.Tra gli ingredienti,pancetta e panna,sicuramente elementi non presenti nella classica versione laziale.
Mi rifaccio,vagamente,alla ricetta di Giovanni Goria,che parla della cucina piemontese con amore e maestria.
La mia e' una versione blasfema poiche' non mangio formaggio,per la ricetta cosi come data dal Goria,rimando alle note finali.
Ingredienti:
120 gr di tagliatelle
100 gr di pancetta
100 gr di asparagi nettati
2 uova
1 spicchio d'aglio,sale,pepe, un filino d'olio d'oliva ed una noce di burro
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1: far bollire gli asparagi in acqua salata,togliendoli appena al dente.
tagliarli a tocchetti e metterli da parte.

2: mettere olio e burro in una padella e soffriggere leggermente lo spicchio d'aglio schiacciato col dorso della mano.
Rimuovere l'aglio, aggiungere la pancetta e rosolare.

3: cuocere le tagliatelle nella stessa acqua in cui sono stati cotti gli asparagi e,nel frattanto,aggiungere gli asparagi
alla padella con la pancetta e rompere le uova,con un pizzico di sale, nel piatto in cui la pasta verra' servita.

4: scolare le tagliatelle,passarle 1 minutino nella padella con la pancetta e gli asparagi e quindi versare il tutto sopra
le uova,rimestando velocemente.Condire con del pepe macinato fresco.

NOTE. Per la versione piu' tradizionale fate una piccola "fonduta" di toma con un goccino di panna e conditeci la pasta.
In tal caso usate solo i tuorli delle uova e condite con una spolverata di parmigiano.Il soffritto iniziale dovrebbe
contenere del buon lardo.Goria consiglia di usare pancetta normale ed affumicata in quantita' uguali.
Infine,e' bene menzionare che nel prepararla ho aggiunto le uova nella padella con le tagliatelle e,nonostante abbia
fatto l'operazione a fuoco spento,il calore si e' rivelato eccessivo,quindi nello scrivere la ricetta sono tornata al
vecchio metodo di Marcella Hazan.Per carita',le tagliatelle erano buonissime,ma ho il sospetto che un qualsiasi
piemontese DOC mi avrebbe rifilato un cazzotto!

BUON APPETITO!


Monday, 7 May 2012

ENGLISH MUFFINS




Recentemente mi e' capitato di leggere i seguenti passaggi nel "gourmet magazine" americano The Nibble:
...The English muffin was invented in 1894 by a british immigrant to New York,Samuel Bath Thomas...
...The Brits did not invent the English muffin,in fact they had never heard of it until the 1990's,when Best Foods,a unit of international conglomerate Unilever,began exporting it to the UK...
Mmmmh.....da dove cominciare di fronte a tali baggianate?
Beh,un'occhiata veloce ai libri di gastronomia inglese rivela subito una piccola valanga di ricette per English muffins,tutte decisamente antecedenti al 1990.Elizabeth David ne pubblica una nel 1977,e cosi pure Delia Smith.Lizzie Boyd ne include una in British Cookery nel 1976 e Jane Grigson in English Food nel 1974.Katie Stewart da' una ricetta nel 1972 e Constance Spry e Rosemary Hume includono le English muffins nel loro capolavoro del 1956,il gia' menzionato The Constance Spry Cookery Book.
Per quanto riguarda l'asserzione che le English muffins sarebbero state inventate nel 1894,il mio ferma-porta,Mrs Beeton's Book of Household Management,contiene una ricetta per queste delizie e risale al 1861....
Inoltre esiste un atto parlamentare del 1840 che vietava la vendita delle muffins per strada,poiche' i venditori erano
muniti di un campanello che usavano incessantemente e cio' era considerato disturbo alla quiete pubblica.
La cartolina qua sotto risale agli inizi del 900 e ritrae proprio un venditore di muffins.


Risalire alle origini di questa preparazione non e' cosa facile,ma sembrerebbe che le muffins derivino da un antico pane
gallese chiamato Bara Maen.La cosa non sorprende piu' di tanto poiche' in Galles esiste una predilezione per il cucinare sul "griddle" (per una foto del griddle,e relativa tortina gallese,vedi qui),e le muffins vengono cucinate nello stesso modo.
Per spazzare via ogni dubbio e' forse bene precisare che le muffins americane e e qelle inglesi sono due specialita' totalmente diverse.Le muffins americane vengono preparate col lievito chimico e vengono cotte in forno,quelle inglesi contengono il lievito di birra e vengono cotte sui fornelli.
L'English muffin e' ,in sostanza,un tipo di pane.
Ma bando alle ciance ed ecco la ricetta.
INGREDIENTI:
400 gr di farina di forza
50 gr di farina
15 gr di lievito di birra fresco
1 cucchiaino raso di zucchero
1 o 2 gr di sale
200 gr di latte
80 gr d'acqua
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1: mischiare le due farine ed il sale

2:mischiare latte ed acqua e riscaldare brevemente fino a quanto il mix sara' tiepido

3:versare acqua e latte sul lievito sbriciolato,aggiungere lo zucchero e scioglere per bene.

4:versare la mistura con il lievito sulle farine ed impastare a mano per circa 10 minuti.
Formare una palla e mettere a riposare in un luogo caldo in una ciotola leggermente unta,ben coperta.
Lasciar lievitare fino al raddoppio.

5:stendere la pasta col mattarello e ricavare 7 cerchi di pasta, di 9 cm di diametro circa,con un coppapasta
Per ottenere tutte le muffins ci sara' bisogno di stendere la pasta piu' di una volta.

6:adagiare le muffins su una teglia su cui si sara' sparso abbondante semolino e lasciar riposare al calduccio,ben coperte,
fino a quando saranno raddoppiate di volume.


7:in mancanza di un griddle,mettere sul fornello un padellone dal fondo spesso,a fiamma piuttosto moderata,
ed ungere con un goccino di olio o,ancora meglio, lardo.

8:adagiare con delicatezza le muffins sul padellone e cuocere per circa 6-7 minuti per parte.
Le muffins acquisteranno il loro aspetto tipico,saranno color marroncino-caramello ed avranno una banda bianca attorno ad
esse.


Note.Nel tentativo di ridurre i tempi di cottura,ho ottenuto 9 muffins,ma alcune erano decisamente piu' basse di
quanto dovrebbero essere.Una volta cotte e ben raffreddate si congelano benissimo.La muffin nella foto e' farcita
con un po' di burro ed un ottima marmellata di fichi,ma la loro morte e' il burro,la pancetta e l'uovo fritto.
Infine,e questo e' un punto su cui tutti i gourmands si trovano d'accordo,le muffins si dovrebbero aprire con le mani
e non col coltello.

BUON APPETITO!

Saturday, 28 April 2012

CHOCOLATE TEABREAD


Premetto che definire un teabread non e' cosa facile.Stavolta,piuttosto che addentrarmi nei meandri della terminologia,
dico soltanto che ho esitato a classificare questa ricetta tra la cucina britannica.I teabreads sono senz'altro molto popolari nel Regno Unito e ne esiste una grande varieta',ma non contengono mai il cioccolato.
L'idea di aggiungerlo,semplice,ma assolutamente geniale, e' di Helge Rubinstein,il cui libercolo,The Chocolate Book, e' un must
per tutti gli amanti del cioccolato.
La ricetta,con minime variazioni,e' quella del libro.E' una torta dal sapore complesso ed intrigante;un'amica ha detto che e' come mangiare del chai,una descrizione migliore non saprei darla.
La ricetta e' per uno stampo da plumcake da 12cm x 22 cm.
Ingredienti:
60 gr di cioccolato fondente,in pezzettini
60 gr di scorzette candite di arancia e limone
50 gr.di mandorle,tritate grossolanamente
125 gr di burro
75 gr di zucchero semi-grezzo (light brown sugar)
75 gr di zucchero
3 uova
175 gr di farina
1/2 cucchiaino di lievito chimico
1/2 cucchiaino di cannella
un pizzico di noce moscata
un pizzico di chiodo di garofano
un pizzico di sale
un pizzichino di semi di finocchio,pestati nel mortaio
la buccia grattugiata di un'arancia
2 cucchiai di latte (o latte inacidito)
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1:montare il burro con gli zuccheri fino ad ottenere un composto chiaro e ben aerato

2:separare i tuorli dagli albumi ed aggiungere i tuorli,uno alla volta,al burro + zucchero

3:mischiare la farina con il lievito chimico e le spezie ed amalgamare brevemente,senza lavorare troppo l'impasto

4:aggiungere il cioccolato,le scorzette,le mandorle ed il latte ed amalgamare ancora brevemente.

5: montare gli albumi col pizzico di sale ed incorporarli con delicatezza all'impasto.

6:versare il tutto nello stampo precedentemente foderato con carta da forno (o con burro e farina)


7: infornare per un'eternita' a 165 gradi.

8: lasciare sfreddare e preparare una ganache con un po' di cioccolato fuso con un goccino di panna..
Decorare il teabread con la ganache,affettare e divorare con sospiri di piacere,tra sorsi del miglior
the che avete tra le grinfie.


Note. La ganache,i semi di finocchio e la buccia d'arancia grattugiata sono mie aggiunte.
Inoltre ho usato 10 gr in piu' di cioccolato e scorzette candite rispetto alla ricetta originale
ed ho lasciato il cioccolato a pezzetti anziche' squagliarlo prima di incorporarlo al tutto.
Per quanto riguarda il tempo di cottura,non ne ho preso nota.
Secondo me si puo' tranquillamente guardare la serie completa di Berlin Alexanderplatz mentre il teabread cuoce.
Fassbinder,da lassu',sorridera'...

BUON APPETITO!





Saturday, 21 April 2012

CHELSEA BUNS

"There's a charm in the sound,which nobody shuns,
of smoking hot,piping hot Chelsea buns"

(da una vecchia canzone popolare)


I Chelsea buns sono una specialita' classica della pasticceria inglese ed infatti appaiono,piu' o meno,
in ogni libro sulla cucina inglese in mio possesso.
Purtroppo le regole del mercato hanno fatto si che i Chelsea buns in vendita in vari forni e supermercati
siano delle truffe gastronomiche.
Jane Grigson,che su queste cose la sapeva lunga,gia' scriveva nel 1974:
" Until you make well-sugared Chelsea buns yourself,it is difficult to understand why they should have become popular.
Bought,they taste so dull.Modern commerce has taken them over,and,in the interests of cheapness,reduced the delicious ingredients to a minimum-no butter,little egg,too much yellow colouring,not enough spice,too few currants and bits of peel,a stodgy texture instead of a rich,light softness."

Il Chelsea bun e' una delle pochissime specialita' gastronomiche la cui origine e' strettamente collegata a Londra.
Nacque all'inizio del 1700 e la paternita' (sebbene questo sia un punto un po' conteso) viene generalmente attribuito
alla Old Chelsea Bun House in Pimlico.
Il forno era famosissimo ed appartenne alla famiglia Hand per quattro generazioni.
Durante la sua lunga esistenza la Old Chesea Bun House fu frequentata dalla famiglia reale,fatto che senz'altro
contribui' alla sua straordinaria popolarita'.Enormi folle si riversavano per strada (per intenderci,si parla di 50.000
persone) in attesa di poter comprare qualche delizia,e cio' comporto' perfino problemi di sicurezza pubblica.
Nel Venerdi Santo del 1839 si vendettero 24.000 Hot Cross buns,un'altra delle loro specialita'.
Il forno venne purtroppo demolito nello stesso anno.
Tra i proprietari,Richard Hand,un ex ufficiale dell'esercito noto come "Capitan Panino",offriva la dovuta nota di eccentricita' e si distingueva tra la folla poiche' amava indossare una lunga vestaglia ed il fez.
Per chi avesse un interesse ai dettagli morbosi,lo scheletro di Capitan Panino(e quello di suo fratello)
sono custoditi in un museo londinese.
Ma bando alle ciance ed ecco come preparare questi deliziosi panini dolci.
Ingredienti:
450 gr di farina
60 gr di burro
1 cucchiaino scarso di sale
45 gr di zucchero, + un extra cucchiaino per il lievito
15 gr di lievito di birra
225 ml di latte tiepido
1 uovo
Per il ripieno:
175 gr di uvetta sultanina
60 gr di scorzette candite di arancia e limone
175 gr di zucchero di canna
2 cucchiaini di mixed spice o ,alternativamente,cannella
30 gr di burro fuso
Per glassare:
sciroppo di zucchero,
zucchero
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1:mettere farina ,sale,45 gr di zucchero ed il burro nel robot e frullare brevemente fino ad ottenere un sable'

2:sciogliere il lievito di birra nel latte tiepido,aggiungendo un cucchiaino di zucchero

3:mischiare lievito e latte con il sable',aggiungere l'uovo e lavorare fino ad ottenere una palla.
Mettere la pasta cosi ottenuta in una ciotola,coprire e porre al calduccio fino a che la pasta sara' raddoppiata in volume

4: nel frattanto,mischiare gli ingredienti per il ripieno,ad eccezione del burro.

5: stendere la pasta dandole una forma rettangolare,spennellarla col burro fuso e cospargerla col ripieno.



6: arrotolare con attenzione la pasta e tagliarla con un coltello affilato in 12 parti.
Mettere a lievitare in un angolo caldo in una teglia leggermente imburrata ed infarinata,con i buns ben distanziati
tra loro.


7: i panini saranno pronti da infornare quando si saranno uniti tra loro


8: infornare a 190-200 gradi fino a quando i buns saranno belli dorati.
Quindi,appena fuorisciti dal forno,spennellare leggermente con sciroppo di zucchero
(io uso 40 gr di acqua per 50 gr di zucchero) e dare una spolveratina con zucchero granulato.
Indossare il fez e mangiare con gusto.

Note.La pasta e' piuttosto morbida,ma e' assolutamente un goiellino.Sconsiglierei l'aggiunta di farina per rendere
le cose piu' facili,la pasta risulterebbe piu' pesante.Per quanto la ricetta non la includa,ho aggiunto alla pasta
la buccia di un'arancia.Dona ai buns un profumo delizioso.Come si vede dalla foto,ho sperimentato un pochino ed ho
preparato meta' dei buns con la Dundee marmalade. Risultato? Buoni,non c'e' che dire,ma li preferisco senz'altro nella versione tradizionale.

BUON APPETITO!





Monday, 9 April 2012

GOZLEME



Innanzitutto porgo le mie scuse,come d'obbligo,per le foto supertrash.
Inoltre,per chi,come me, ha una laurea in essere noiosa,Gozleme dovrebbe avere la dieresi sulla o.
Il Gozleme e' un pane turco,popolarissimo qua a Londra per via dell'enorme comunita'
turca che risiede nella metropoli.
Ed infatti l'ispirazione per questa ricetta nasce proprio dal mio incontro con una signora turca che,al mercatino rionale della domenica,seduta su uno sgabellino
prepara queste delizie con il tocco di chi fa queste cose da una vita.
Penso che la signora,che non parla una parola d'inglese,sia riuscita a capire i miei
complimenti,e la gioia nei suoi occhi mi fatto capire di come fosse importante per lei non tanto vendere i suoi gozleme,ma semplicemente farli.
L'unico fatto che sono riuscita a comprendere con chiarezza durante il nostro incontro e' che il Gozleme,contrariamente a tante ricette che appaiono in rete,dovrebbe farsi senza il lievito.
Il ripieno piu' tradizionale e' quello di spinaci e feta,ma questi pani vengono preparati anche con un ripieno di patate od occasionalmente con della carne macinata.
Non mangio feta per cui il mio ripieno e' un ibrido blasfemo di spinaci e patate.
E' consigliabile preparare il ripieno con un certo anticipo,poiche' la pasta del Gozleme va stesa il piu' sottile possibile ed un ripieno anche tiepido potrebbe causare problemi.



Ecco come preparare questo pane.
Per il ripieno:
500 gr di patate sbucciate e tagliate a pezzettoni
150 gr di spinaci,ben lavati e ben scolati
20 gr di olio d'oliva
una grattatina di noce moscata (j'adore,ma il Gozleme non dovrebbe contenerne)
un pizzico di pepe nero,macinato fresco
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1:cucinare le patate in acqua salata e fare un puree.
2:riscaldare l'olio d'oliva in una padella e far avizzire per bene gli spinaci
con il pepe e la noce moscata.
3:sminuzzare gli spinaci,strizzarli se necessario ed aggiungerli al puree.
Lasciar raffreddare.

Per la pasta:
150 gr di farina
90 gr d'acqua
2 cucchiaini di olio d'oliva
3 gr di sale
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1: impastare il tutto e divide in 4 o 5 palline.
Coprire e lasciar riposare per 20 minuti
2: stendere la pasta molto sottilmente in modo da ottenere un cerchio e distribuire
il ripieno in una meta' del cerchio avendo cura di lasciare un bordo per poter
sigillare il pane.
3: ripiegare la pasta e chiudere il bordo premendo per bene con i polpastrelli.
Non e' necessario usare uovo.
4: passare in una padella ben calda,magari con un cucchiaino di olio d'oliva
(optional,il gozleme si puo' cucinare senza grasso).Cuocere per circa 3-4 minuti
per parte.Divorare con soddisfazione.

Note: il Gozleme e' quasi invariabilmente servito con Ayran(yoghurt in versione
bevanda,diluito con acqua ed insaporito con un pizzico di sale.
I Gozleme sono spesso ben piu' grandi di quelli che ho preparato poiche'
vengono cotti in speciali aggeggi di larga circonferenza.I pani ricordano un
poco la paratha indiana e,tra l'altro,vengono spesso preparati con uno
speciale mattarello (con una circonferenza maggiore maggiore al centro ed
i lati leggermente "appuntiti"),uguale a quello usato per fare la paratha.

BUON APPETITO!

Friday, 13 May 2011

MASOOR DAL

 


Una non ricetta,forse ideale per chi non ha mai provato la cucina indiana,data la sua semplicita' ed economicita'.Premettendo che lo spelling puo' variare,dal significa legume ed e' spesso accompagnato da un'altra parola che precisa l'identita'del legume in questione.In questo caso si tratta di lenticchie rosse decorticate.Il dal (nelle sue varie forme) e' un piatto molto comune in tutta l'India ,ma tutti i bengali che conosco continuano a dirmi che lo considerano un piatto della loro tradizione.Un'altra ricettina a base di dal la trovate qui.
Ma ecco come preparare il masoor dal:

INGREDIENTI
-----------
30 gr di ghee (burro privato della sua parte proteica)
45 gr di cipolla,finemente tritata
8 gr di zenzero fresco grattugiato
1 pizzico di peperoncino secco
la punta di un cucchiaino di curcuma
1 cucchiaino scarso di semi di comino
160 gr di lenticchie rosse decorticate
770 gr d'acqua
7 gr di sale
6-8 foglioline di curry + un cucchiaio d'olio

1:soffriggere la cipolla nel ghee,e quando sara' dorata aggiungere le rimanenti
spezie (fuorche' le foglie di curry) e continuare a cuocere per due minutini.

2:aggiungere le lenticchie e rigirarle nel ghee per un minuto o due.Coprire con l'acqua,aggiungere il sale e cuocere fino a quando il dal si sara' ridotto in
poltiglia.

3:finire col tarka:far riscaldare l'olio in una padella e friggere brevemente le foglie di curry fino a quando saranno croccanti e versarle sul dal.
L'avevo detto che si tratta di una non ricetta!

 
Posted by Picasa


NOTE.
E' una ricetta piuttosto elastica,ne ho mangiato versioni con cardamomo e con coriandolo.A volte viene usata asafetida,a cui gli indiani attribuiscono proprieta' salutari,e che i francesi chiamano,con fare tres charmant,merde du diable.
Provatelo con una spruzzata di succo di limone ed un uovo sodo tagliato a spicchi,
non deludera'.

BUON APPETITO!