TESTI E FOTOGRAFIE SONO DI PROPRIETA' DELL'AUTRICE. IL LORO USO E' CONCESSO SOLO PREVIA AUTORIZZAZIONE.IL MIO BLOG NON RITIRA E NON ASSEGNA PREMI.GRAZIE :)

Sunday, 19 August 2012

LEMON DRIZZLE CAKE



When life gives you lemons,make lemonade...
Mhh,quanto sono lontani tempi dell'innocenza...
Oggigiorno, se la vita mi da limoni faccio di tutto fuorche' lemonade.
Non che ci sia niente di malvagio nella lemonade.
E' che i dispiaceri e le amarezze ed i dolori d'amore (George Clooney,qui in Sardegna,non mi ha nemmeno chiamata..) annegano piu' facilmente in una fragrante fetta di torta che in un bicchiere di limonata.
Soprattutto se la torta in questione e' una lemon drizzle cake.
E' una torta disarmante nella sua semplicita' e nella sua bonta';
e' un vero caposaldo della pasticceria britannica ed e' infatti una delle primissime
torte che si impara a fare in una qualsiasi scuola di cucina inglese.
Non ha certo bisogno di frizzi e lazzi e la sua morte e' una buona tazza di Earl Grey.
Con le quantita' che seguono si potra' riempire uno stampo da plum cake di 25 cm.

INGREDIENTI
200 gr di zucchero al velo
250 gr di burro a temperatura ambiente
250 gr di farina autolievitante
1/2 cucchiaino di lievito chimico
5 uova
la buccia grattugiata di 2 limoni
1 cucchiaio di succo di limone
1 pizzichino di sale

Per lo sciroppo:
210 gr di zucchero
120-130 gr di succo di limone
la buccia di mezzo limone privata dell'albedo e tagliata a julienne

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1: montare zucchero e burro ed aggiungere,una alla volta,le uova.

2: aggiungere i rimanenti ingredienti e mischiare brevemente.

3:versare il tutto in uno stampo da plum cake foderato con carta da forno




4: infornare a 170 gradi fino a quando uno stecchino inserito nella parte piu' spessa
della torta uscira' asciutto.




5: rimuovere la torta dallo stampo e lasciar raffreddare per 15-20 minuti.
Preparare lo sciroppo portando gli ingredienti ad ebollizione per poi
spegnere immediatamente il fornello.

6: mettere la torta sottosopra e perforare il fondo ripetutamente con uno spiedino
ed irrorare generosamente con lo sciroppo tiepido.

7: girare la torta,riportandola nella sua posizione "naturale",adagiarla su un piatto
e ripetere l'operazione. "Spolverare" immediatamente con un filo di zucchero,nel
caso si desideri una crosticina croccante.

8: lasciar riposare almeno 1-2 orette,quindi preparare l'Earl Grey.
Come dice qualcuno,less is more....



NOTE. Questa e' una torta che occasionalmente puo' avere una tendenza ad "impazzire".
Ai primi segni d'instabilita' dell'impasto bastera' aggiungere un cucchiaio di
farina per poi procedere normalmente.L'irrorare la torta sia sotto che sopra
da senz'altro risultati migliori del metodo tradizionale,che prevede lo
sciroppo solo "on top".Per via della notevole quantita' di buccia di limone
uso limoni non trattati.

BUON APPETITO!


Sunday, 12 August 2012

TUMBALLA DE ARROSU


Questo post vuol essere un piccolo contributo all'Abbecedario Culinario d'Italia,,ideato dalla irrefrenabile Trattoria Muvara e correntemente ospite delle Cooking Sisters.

Ammetto che ,nonostante la debolezza dei sensi,non mi sono mai innamorata di una torta nuziale.C'e' qualcosa di sottilmente perverso nel dover ingurgitare,nel giorno del proprio matrimonio,un dolce costruito per resistere alle intemperie e ricoperto da una glassa cosi stucchevole da venir prontamente rifiutato persino dagli under 8.
Immaginatevi la mia reazione quando,arrivata in Sardegna per sfuggire ai" ricchi premi e cotillons" in corso a Londra,mi viene chiesto di preparare una torta nuziale.La richiesta viene accompagnata dalla menzione di vaghi/immaginari rapporti di parentela.
In Sardegna siamo tutti parenti,a quanto pare.
Insomma,un mio rifiuto e sarebbero saltate fuori le pattadesi.
Ma,si sa,non tutte le situazioni terrificanti vengono per nuocere,e quando mi e'
stato detto che la "torta" richiesta era il timballo di riso il cuore ha ricominciato a battere e penso anche di aver accennato un sorriso.
Il timballo di riso e' il vecchio dolce nuziale che si faceva in occasione dei matrimoni dei proprietari terrieri.Nelle grandi citta' e' ormai obsoleto,ma la tradizione
rimane in alcuni paesini dell'entroterra.Le perpetue sono sempre state considerate
le vere esperte nella preparazione di questo dolce,ed il particolare mi ha preoccupato non poco.
Ecco come farlo.In caso di matrimonio moltiplicate gli ingredienti per 20.

INGREDIENTI
250 gr di riso arborio
3 uova
200 gr di zucchero
1 espresso
80 gr di pane grattugiato
125 ml di latte intero
scorza di 2 o 3 limoni
acqua e zucchero per il caramello
1 foglia di alloro (opzionale)



1: far bollire il riso in acqua leggermente salata con la scorza dei limoni fino a
quando non sia bello tenero.

2: scolare, far raffreddare per bene ed aggiungere il resto degli ingredienti.

3: nel frattanto preparare il caramello,e quando avra' raggiunto una bella
tonalita' ambrata,aggiungere l'alloro ed una piccola quantita' d'acqua diluita
con del succo di limone e rivestite di caramello uno stampo per brioche o uno
stampo di tipo bundt.

4: versare la preparazione nello stampo e far cuocere in forno a bagnomaria a 180
gradi,fino a quando il timballo si sara' rassodato.Raffreddare,capolgere su un
bel piatto fondo e decorare con extra caramello.



Note. E' importante rivestire lo stampo attentamente col caramello,in particolare
se si usassero stampi con scanalature.Spesso si sottolineano le differenze
tra le varie cucine e non si mettono in evidenza le similitudini.
Non posso far a meno di notare che questo e' essenzialmente un pudding e di
certo non sfigurerebbe in una tavola inglese.Ma cio' che conta e' che non
venga dimenticato...

BUON APPETITO!

Wednesday, 8 August 2012

LA TUNTONA


Se non sbaglio fu il geniale Edouard De Pomiane,in uno dei suoi libri piu' divertenti,a suggerire cosa cucinare e come intrattenere gli ospiti meno graditi.
I caso di ospiti particolarmente disdicevoli consiglierei questa preparazione.
Per risultati spettacolari,lasciate i fagioli particolarmente al dente e vedrete che qualsiasi "persona non grata" non si fara' piu' viva...
La tuntona e' una specialita',ormai semi-dimenticata,del milanese.
Scherzi a parte,e' una ricetta deliziosa,ed inoltre,sostituendo i fagioli con delle patate avrete qualcosa molto simile al bubble and squeak inglese...
Questa e' la mia storpiatura del piatto,per una versione piu' tradizionale omettete
uovo e prezzemolo ed usate burro come grasso di cottura.

INGREDIENTI
300 gr di fagioli borlotti
2 gambetti di prezzemolo
1/2 cipolla
qualche granello di pepe nero,o mezzo peperoncino fresco
2 piccole foglie d'alloro
355 gr di cipolla a fettine sottili
150-160 gr di pancetta dolce tagliata a cubetti
1 uovo piccolo
prezzemolo tritato
extra alloro per la cottura finale
olio d'oliva,sale
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1: lasciare i fagioli a mollo per una notte,quindi sciacquare per bene,mettere in pentola con il prezzemolo,la cipolla,i granelli di pepe/peperoncino fresco e le due foglie d'alloro

2: cuocere fino a quando i borlotti saranno teneri,aggiungere del sale al liquido di cottura e lasciar riposare per 45 minuti.

3: nel frattanto,mettere dell'olio d'oliva in una padella e rosolare lentamente
le cipolle fino a quando saranno quasi caramellate.






4: mettere da parte le cipolle e,nella stessa padella,far dorare la pancetta

5: scolare i borlotti (la brodaglia di cottura produrra' delle ottime zuppe)
e pestarli piuttosto grossolanamente fino a quando cominceranno a dare segni di
coesione.

6: aggiungere l'uovo,le cipolle,la pancetta ed il prezzemolo.


7: aggiustare di sale e formare 6-7 tortine.Disporre una piccola foglia d'alloro su
ogni tortina e procedere alla cottura in padella.Le tortine dovranno cuocere per
5 minuti per lato circa.Come per magia,una deliziosa crostina "charred" si
formera' sulle tuntone.Servire immediatamente,magari con un bel trancio di coda
di rospo..


NOTE. 355 gr di cipolle puo' sembrare una quantita' eccessiva,ma,nonostante
l'aggiunta di 15-20 gr di olio d'olia per la rosolatura,il peso delle cipolle,
una volta cotte,sara' di circa 130 gr.Il mio dottore mi ha vietato
temporaneamente il burro (e qualcosa mi dice che non sarebbe tanto contento
della pancetta..).Per chi puo' ,non posso che raccomandarlo; da' un tocco ed un
sapore veramente speciale alla preparazione.

BUON APPETITO!

Saturday, 14 July 2012

GINGERBREAD



Premetto che la parola gingerbread puo' indicare specialita' ben diverse tra loro
ed infatti,per chi voglia sperimentare,troverete degli altri gingerbread ed altre informazioni qui,qui e qui.Il gingerbread che segue e' pero' il piu' comune ed il piu' amato.E' facile da farsi e si mantiene ottimamente per 5 o 6 giorni,anzi direi che gli aficionados ed i puristi probabilmente non inizierebbero a mangiarlo prima di 3 giorni dalla cottura.
Si puo' mangiare come da tradizione,appena riscaldato al microonde con una bella spalmata di burro di qualita',o con un po' di custard e del buon gelato.Questo e' un dolce novembrino e le calorie sono quindi giustificate.....
Ma bando alle ciance ed ecco la non ricetta:
INGREDIENTI
150 gr burro
125 gr zucchero muscovado
200 gr di golden syrup
200 gr di treacle (melassa scura)
2 cucchiaini abbondanti di zenzero fresco grattugiato
1 cucchiaino di cannella
250 ml di latte intero
2 uova
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio,sciolto in 2 cucchiaini di acqua calda
300 gr. di farina
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Per la decorazione:
zucchero al velo
succo di limone
zenzero candito



1: mettere in una pentola il burro,lo zucchero,il golden syrup,la melassa,zenzero e
cannella e far amalgare il tutto senza portare ad ebollizione.

2:rimuovere dal fornello ed aggiungere il latte appena tiepido,le uova ed il
bicarbonato + acqua.Quindi aggiungere la farina,previo setacciamento, e mischiare
per bene onde evitare grumi.

3: versare in tutto in una teglia (30 cm x 20,5 cm) preparata con della carta da
forno ed infornare a forno vivace per 25-30 minuti.

4: una volta raffreddatosi,decorate il gingerbread con una glassa preparata
aggiungendo gradualmente del succo di limone allo zucchero al velo (la glassa
dovra' avere la consistenza del miele) e con dello zenzero candito tagliato a
lamelle.



NOTE. La glassa si sposa magnificamente con questa torta ed infatti preferisco questo
gingerbread completamente ricoperto di glassa.Nel gingerbread fotografato
mi e' stata richiesta specificamente la decorazione a ghirigori.Oltre alle
spezie citate,chiodi di garofano e pepe giamaicano (allspice) si sposano
benissimo con questa preparazione.

BUON APPETITO!

Saturday, 9 June 2012

JUBILEE


Covent Garden

Come sapete.la regina Elisabetta ha celebrato i suoi sessant'anni sul trono con quattro giorni di eventi speciali
che hanno attirato enormi folle nella capitale.I risultanti festeggiamenti hanno messo Londra a dura prova.
Fare in modo che 4 milioni di persone si spostino attraverso la citta' in un breve periodo di tempo non e' cosa semplice.
Eppure,non chiedetemi come,il trasporto pubblico ha retto all'enorme pressione.
C'e' poi il problema della sicurezza e l'imponente presenza della polizia la diceva lunga sulle preoccupazione destate da un evento di tali dimensioni.Il tempo non e' stato clemente,ma cio' non ha fermato nessuno.


Pearlies


Non ha certo fermato i Pearly Kings and Queens(chiamati Pearlies nel linguaggio comune),vere icone del mondo working class londinese.I Pearlies sono dei personaggi caratteristici che si adoperano per aiutare chi e' in difficolta' e chi soffre.
Sono amatissimi dai bambini (un nanosecondo dopo lo scatto della foto,i Pearlies sono i fatti stati attaccati da una marea di pargoli assatanati) e sono immediatamente riconoscibili per via dei loro abiti decorati con bottoni di madreperla.
Questo particolare look venne creato dal loro fondatore,Henry Croft,uno spazzino orfano che dedico' il suo tempo ad aiutare
gli altri.Al funerale di Croft,nel 1930,da tutti gli angoli di Londra arrivarono in tantissimi per salutare "lo spazzino buono" ed una statua (completa con tuba con bottoni,il suo inseparabile cappello) a lui dedicata si puo' ammirare nella cripta di Saint Martin in the fields,a Westminster.Per chi capitasse a Londra e volesse cogliere tre piccioni con una fava,
il primo luglio i Pearlies saranno al mercatino dei fiori a Columbia Road,uno dei mercatini piu' sottovalutati di Londra,
e sede di Brawn, un ristorantino particolarmente acclamato dai critici londinesi.



Looking regal


Naturalmente gli eventi piu' importanti si sono tenuti al centro di Londra,ma in tutti i quartieri sono state organizzate grandi tavolate per tutti con te',Victoria sandwiches e pasticcini.In un momento surreale,coloro che vivono nella stessa strada si son parlati gli uni con gli altri.
Chiaramente il concerto pop con mega stars a Buckingham Palace (mi chiedo che cosa abbia pensato la regina di Grace Jones..) e' stato seguitissimo,ma personalmente ho trovato il pageant sul Tamigi particolarmente suggestivo.


Old Compton Street,Soho


Per quanto riguarda il lato culinario delle cose,non avevo scelta. Esiste un piatto creato specificamente per la regina Elisabetta in occasione della sua incoronazione nel 1953.Si tratta della famosa Coronation chicken( originariamente chiamato poulet reine Elizabeth) creata dalla famosa coppia Spry/Hume.Poiche' si tratta della loro ricetta piu' conosciuta,ho incluso la versione originale prima delle note finali.La mia e' una versione leggermente semplificata.Ma bando alle ciance ed ecco la ricetta.



INGREDIENTI:
35 gr di uva sultanina,lasciata a mollo in acqua tiepida
80 gr di cipolla finemente tritata
1-2 cucchiai di olio vegetale
10 gr di un buon curry in polvere
160 gr di maionese
220 gr di polo arrosto,tagliato a tocchetti
40 gr di purea di albicocche sciroppate
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1: soffriggere la cipolla nell'olio fino a quando si sara' inbiondita,
quindi aggiungere il curry in polvere e continuare la cottura per un minutino.

2: lasciar sfreddare il soffritto uper un paio di minuti quindi aggiungerlo alla maionese
ed aamalgamare con i rimanenti ingredienti.Servire con del riso bollito con piselli e cetrioli.
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VERSIONE ORIGINALE:
1:coprire 2 polletti con acqua ed un poco di vino.Aggiungere della carota,un bouquet garni,del sale,3 o 4 granelli di pepe
e sobbollire per circa 40 minuti. 2:Far sfreddare i polletti nel loro brodo di cottura,quindi spolparli,tagliare la carne a
tocchetti ed amalgamare con la salsina al curry.

SALSA AL CURRY:
1 cucchiaio di olio
2 oz. di cipolla tritata (50 gr circa)
1 cucchiao di curry in polvere
1 cucchiaino colmo di estratto di pomodoro
1 bicchiere di vino rosso
3/4 di bicchiere di acqua
1 foglia di alloro
sale.zucchero ed un pizzico di pepe
1-2 fette di limone ed un pochino di succo dilimone
1-2 cucchiai di purea di albicocche
1/2 pinta di maionese (280 ml, circa)
2-3 cucchiai di panna montata
un pochino di panna montata extra per il tocco tinale.
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1:soffriggere la cipolla per 3-4 minuti,Aggiungere il curry e continuare a cuocere per 1-2 minuti

2:aggiungere l'estratto di pomodoro,il vino,l'acqua e l'alloro.Portare ad ebollizione.

3:aggiustare con sale,zucchero,pepe,e mettere nella pentola le fette ed il succo di limone.
Sobbollire per 5-10 minuti.

4:passare il tutto al colino ed amalgamare,gradualmente,con la maionese.
Aggiustare il condimento,aggiungendo altro succo di limone se necessario.

5:Finire con la panna montata,mescolando delicatamente.Quindi prendere una parte della salsa ottenuta
(abbastanza per ricoprire il pollo) e mischiare con la panna "extra".Aggiustare di sale e pepe.

NOTE
Mi scuso se le istruzioni della ricetta originale paiono un poco bizantine,ma ci tenevo particolarmente a
riportare la ricetta cosi come scritta dalle autrici.Questo e' un piatto deliziosamente retro,nell'aspetto e nel sapore.
L'accompagnamento di riso ,piselli e cetrioli e lo stesso del libro,ho semplicemente omesso erbe tritate e vinaigrette.
Il genio della ricetta sta nella frase finale : "this is an admirable sauce to serve with iced lobster".
Ed infatti l'aragosta con questa salsina e' una vera delizia.Potrebbe sembrare strano che un piatto a base di pollo sia stato scelto per un banchetto regale,anziche' la versione con l'aragosta,ma il Regno Unito passava un periodo di notevole poverta' ed era importante per la regina non apparire come abitante di mondo troppo distante da quello dei suoi sudditi.
Infine,per tutti coloro che amano l'inusuale in cucina,e' possibile mangiare il gelato alla Coronation chicken (solo fino al 25 di giugno) presso la gelateria Gelupo in Archer Street,a Soho.

BUON APPETITO!

Saturday, 26 May 2012

CARBONARA MONFERRINA


La carbonara e' un piatto che non ha certo bisogno di presentazione.Tanto amata quanto conosciuta,e' una specialita' che ha fatto il giro del mondo.La sua bonta' e' indiscussa,ma tanti dubbi aleggiano sulle sue origini.
Livio Jannattoni,che scriveva di cucina con attenzione ed eloquenza,la descrisse come un piatto "quasi romano",ricordando
che non vi e' menzione della carbonara nei testi classici di Ada Boni e di Adolfo Giaquinto.
Giuliano Malizia (che termino' il testo del libro del Jannattoni dopo la sua morte)segue a ruota nel suo La cucina romana ed ebraico-romanesca,definendo la carbonara come un piatto "accolto con onore nella cucina romana".
Le illazioni sono numerose e,secondo il Jannattoni,la teoria che sembrerebbe aver maggior fondamento sarebbe quella per cui
la carbonara nasce con l'arrivo del bacon e delle uova in polvere,portati a Roma dalle truppe statunitensi durante la guerra.Chiaramente oggigiorno la carbonara non e' certo fatta col bacon o con le uova in polvere, pero' e' interessante notare
come un piatto possa essere quasi come un "ponte culinario" tra due nazioni.


Una variazione della carbonara meno conosciuta,ma dalle origini piu' certe e' la carbonara monferrina,deliziosa specialita'
piemontese.Tra gli ingredienti,pancetta e panna,sicuramente elementi non presenti nella classica versione laziale.
Mi rifaccio,vagamente,alla ricetta di Giovanni Goria,che parla della cucina piemontese con amore e maestria.
La mia e' una versione blasfema poiche' non mangio formaggio,per la ricetta cosi come data dal Goria,rimando alle note finali.
Ingredienti:
120 gr di tagliatelle
100 gr di pancetta
100 gr di asparagi nettati
2 uova
1 spicchio d'aglio,sale,pepe, un filino d'olio d'oliva ed una noce di burro
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1: far bollire gli asparagi in acqua salata,togliendoli appena al dente.
tagliarli a tocchetti e metterli da parte.

2: mettere olio e burro in una padella e soffriggere leggermente lo spicchio d'aglio schiacciato col dorso della mano.
Rimuovere l'aglio, aggiungere la pancetta e rosolare.

3: cuocere le tagliatelle nella stessa acqua in cui sono stati cotti gli asparagi e,nel frattanto,aggiungere gli asparagi
alla padella con la pancetta e rompere le uova,con un pizzico di sale, nel piatto in cui la pasta verra' servita.

4: scolare le tagliatelle,passarle 1 minutino nella padella con la pancetta e gli asparagi e quindi versare il tutto sopra
le uova,rimestando velocemente.Condire con del pepe macinato fresco.

NOTE. Per la versione piu' tradizionale fate una piccola "fonduta" di toma con un goccino di panna e conditeci la pasta.
In tal caso usate solo i tuorli delle uova e condite con una spolverata di parmigiano.Il soffritto iniziale dovrebbe
contenere del buon lardo.Goria consiglia di usare pancetta normale ed affumicata in quantita' uguali.
Infine,e' bene menzionare che nel prepararla ho aggiunto le uova nella padella con le tagliatelle e,nonostante abbia
fatto l'operazione a fuoco spento,il calore si e' rivelato eccessivo,quindi nello scrivere la ricetta sono tornata al
vecchio metodo di Marcella Hazan.Per carita',le tagliatelle erano buonissime,ma ho il sospetto che un qualsiasi
piemontese DOC mi avrebbe rifilato un cazzotto!

BUON APPETITO!


Monday, 7 May 2012

ENGLISH MUFFINS




Recentemente mi e' capitato di leggere i seguenti passaggi nel "gourmet magazine" americano The Nibble:
...The English muffin was invented in 1894 by a british immigrant to New York,Samuel Bath Thomas...
...The Brits did not invent the English muffin,in fact they had never heard of it until the 1990's,when Best Foods,a unit of international conglomerate Unilever,began exporting it to the UK...
Mmmmh.....da dove cominciare di fronte a tali baggianate?
Beh,un'occhiata veloce ai libri di gastronomia inglese rivela subito una piccola valanga di ricette per English muffins,tutte decisamente antecedenti al 1990.Elizabeth David ne pubblica una nel 1977,e cosi pure Delia Smith.Lizzie Boyd ne include una in British Cookery nel 1976 e Jane Grigson in English Food nel 1974.Katie Stewart da' una ricetta nel 1972 e Constance Spry e Rosemary Hume includono le English muffins nel loro capolavoro del 1956,il gia' menzionato The Constance Spry Cookery Book.
Per quanto riguarda l'asserzione che le English muffins sarebbero state inventate nel 1894,il mio ferma-porta,Mrs Beeton's Book of Household Management,contiene una ricetta per queste delizie e risale al 1861....
Inoltre esiste un atto parlamentare del 1840 che vietava la vendita delle muffins per strada,poiche' i venditori erano
muniti di un campanello che usavano incessantemente e cio' era considerato disturbo alla quiete pubblica.
La cartolina qua sotto risale agli inizi del 900 e ritrae proprio un venditore di muffins.


Risalire alle origini di questa preparazione non e' cosa facile,ma sembrerebbe che le muffins derivino da un antico pane
gallese chiamato Bara Maen.La cosa non sorprende piu' di tanto poiche' in Galles esiste una predilezione per il cucinare sul "griddle" (per una foto del griddle,e relativa tortina gallese,vedi qui),e le muffins vengono cucinate nello stesso modo.
Per spazzare via ogni dubbio e' forse bene precisare che le muffins americane e e qelle inglesi sono due specialita' totalmente diverse.Le muffins americane vengono preparate col lievito chimico e vengono cotte in forno,quelle inglesi contengono il lievito di birra e vengono cotte sui fornelli.
L'English muffin e' ,in sostanza,un tipo di pane.
Ma bando alle ciance ed ecco la ricetta.
INGREDIENTI:
400 gr di farina di forza
50 gr di farina
15 gr di lievito di birra fresco
1 cucchiaino raso di zucchero
1 o 2 gr di sale
200 gr di latte
80 gr d'acqua
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1: mischiare le due farine ed il sale

2:mischiare latte ed acqua e riscaldare brevemente fino a quanto il mix sara' tiepido

3:versare acqua e latte sul lievito sbriciolato,aggiungere lo zucchero e scioglere per bene.

4:versare la mistura con il lievito sulle farine ed impastare a mano per circa 10 minuti.
Formare una palla e mettere a riposare in un luogo caldo in una ciotola leggermente unta,ben coperta.
Lasciar lievitare fino al raddoppio.

5:stendere la pasta col mattarello e ricavare 7 cerchi di pasta, di 9 cm di diametro circa,con un coppapasta
Per ottenere tutte le muffins ci sara' bisogno di stendere la pasta piu' di una volta.

6:adagiare le muffins su una teglia su cui si sara' sparso abbondante semolino e lasciar riposare al calduccio,ben coperte,
fino a quando saranno raddoppiate di volume.


7:in mancanza di un griddle,mettere sul fornello un padellone dal fondo spesso,a fiamma piuttosto moderata,
ed ungere con un goccino di olio o,ancora meglio, lardo.

8:adagiare con delicatezza le muffins sul padellone e cuocere per circa 6-7 minuti per parte.
Le muffins acquisteranno il loro aspetto tipico,saranno color marroncino-caramello ed avranno una banda bianca attorno ad
esse.


Note.Nel tentativo di ridurre i tempi di cottura,ho ottenuto 9 muffins,ma alcune erano decisamente piu' basse di
quanto dovrebbero essere.Una volta cotte e ben raffreddate si congelano benissimo.La muffin nella foto e' farcita
con un po' di burro ed un ottima marmellata di fichi,ma la loro morte e' il burro,la pancetta e l'uovo fritto.
Infine,e questo e' un punto su cui tutti i gourmands si trovano d'accordo,le muffins si dovrebbero aprire con le mani
e non col coltello.

BUON APPETITO!